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Egyptair, gaffe dirottatore. Ostaggi o no? Mattina di caos

LARNACA – Un aereo Egyptair è stato dirottato da Alessandria d’Egitto a Larnaca, sull’isola di Cipro. E questo sembra l’unico dato certo su questa surreale storia che ha appassionato i media di tutto il mondo la mattina del 29 marzo 2016. Unico dato certo per tutte le ore del “sequestro” a fronte di una serie di notizie false, mezze vere, mal verificate e spesso contrastanti. Colpa, forse di una cattiva comunicazione tra le autorità cipriote e egiziane. Colpa, anche e forse soprattutto, della precipitosità con cui i mezzi di comunicazione si affrettavano a inseguire l’informazione più recente, dando per vera, scontata e verificata anche la voce messa in giro da testimoni presunti o da autorità meno autorevoli. Il risultato è stata una mattinata di ordinaria disinformazione, con il dirottatore che era prima un professore universitario libico, poi un depresso, poi forse qualcuno che cercava un riscatto politico. Non da meno la storia degli ostaggi: prima 62, poi 81, poi “ne sono rimasti cinque”, anzi no “tutti liberati”, infine rilasciati pochi alla volta quando erano rimasti in sette.

Tutto comincia nelle prime ore del mattino: comincia a diffondersi la notizia dell’aereo dirottato con 62 persone a bordo. Le autorità cipriote diffondono numeri, quelle egiziane altri, e in mezzo ci si mette al Jazeera. Unico dato confermato, a bordo c’era anche un italiano, Andrea Bianchetti, subito rilasciato. La Farnesina rispetto ai colleghi ha fatto un figurone. A fine mattinata finalmente il bollettino finale degli ostaggi: tutti rilasciati, stavolta per davvero.

Il capolavoro però riguarda l’identità dell’attentatore.

All’inizio aveva preso corpo l’idea che fosse Ibrahim Samaha, di nazionalità libica, 27 anni e professore di medicina veterinaria ad Alessandria, con doppia cittadinanza, americana ed egiziana. Il disguido è stato reso noto proprio da Ibrahim: l’uomo ha detto di non essere l’autore del dirottamento, ma di essere uno dei passeggeri del velivolo che sono stati rilasciati. Con tanto di scuse del ministero degli esteri egiziano, che aveva puntato l’indice sul prof.

“Non sapevamo cosa stesse succedendo”, ha detto Samaha. “Siamo saliti sull’aereo e siamo rimasti sorpresi quando i membri dell’equipaggio hanno cominciato a prenderci tutti i passaporti, che è inconsueto per un volo interno – ha proseguito -. Dopo un po’ ci siamo resi conto che stavamo salendo di altitudine. A quel punto sapevano che ci stavamo dirigendo verso Cipro. All’inizio l’equipaggio ci ha detto che c’era un problema con l’aereo, solo più tardi abbiamo appreso che l’aereo era stato dirottato”.

Invece il dirottatore si chiama Seif Eldin Mustafa. Avrebbe chiesto la liberazione di alcuni prigionieri in Egitto, anzi di alcune “donne detenute” (come è stato “precisato” più tardi). Poi ha chiesto un pieno di carburante per raggiungere la Turchia. Richiesta non esaudita e alla fine il dirottatore è stato arrestato. E’ uscito dall’aereo con le mani in alto.

“Non è un terrorista, ma un idiota”, ha sintetizzato il ministero degli Esteri egiziano, ma quando ancora credeva di avere a che fare col professore. “Il dirottatore ha indirizzato un messaggio di quattro pagine in arabo alla sua ex moglie”: lo scrive l’autorevole sito egiziano Al Ahram citando la “radio cipriota”. Donna che è stata coinvolta nei negoziati.

Infine la storia degli uomini armati a bordo: Seif non era armato e la cintura esplosiva di cui si era parlato si è poi rivelata non esplosiva. E poi quali uomini, se il dirottatore era uno solo? Per fortuna è finita.

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  • Aereo EgyptAir dirottato, ostaggi liberi o no? DIRETTA VIDEO
  • Il volto del dirottatore
  • Aereo EgyptAir dirottato, italiano tra ostaggi (foto Ansa)
  • L'aereo dirottato
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