Blitz quotidiano
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Enigma. Morta Jane Fawcett, la donna che affondò la Bismarck

ROMA – E’ morta il 21 maggio scorso a 95 anni nella sua casa di Oxford in Inghilterra Jane Fawcett: il 25 maggio del 1941 era fra le migliaia di donne che lavoravano durante la guerra, quel giorno in particolare riuscì a decodificare un messaggio di un generale della Luftwaffe preoccupato per le sorti del figlio imbarcato sulla nave da guerra Bismarck, incubo dei mari e orgoglio militare della marina nazista.

Chi ha visto il film “The Imitation Game” dedicato al progetto Enigma che si avvalse del genio crittografico del matematico Alan Touring, sa di cosa si parla. Riuniti sotto la direzione del geniale Touring a Bletchey Park, scacchisti, matematici e altri genialoidi di ogni sorta dovevano rapidamente giungere alla decrittazione del codice di trasmissione messaggi detto Enigma, dal nome della macchina computazionale tedesca che riusciva ad occultare ogni messaggio.

Jane Fawcett -la ricorda un bell’articolo di Bruce Weber sul New York Times – una ventenne aggregata al gruppo, forniva insieme ad altre colleghe il supporto per confrontare i messaggio decrittati con le informazioni che giungevano per esempio dai vari comandi generali. In ascolto dei vertici dell’aeronautica tedesca, Fawcett si imbattè nella poco prudente missiva di un generale e padre preoccupato. L’informazione che ricevette fu la chiave di volta: la Bismarck era stata danneggiata, il rampollo stava bene, la nave fino a quel momento invisibile stava proseguendo la rotta verso il porto di Brest, in Bretagna, per le riparazioni del caso.

Intercettata (da Fawcett), colpita dai cacciabombardieri di Sua Maestà, affondata il 27 maggio. La gloriosa Bismarck aveva finito di far danni, le sorti della guerra iniziano a girare bruscamente in favore degli Alleati. Da ragazza sognava di diventare ballerina, ma a 17 anni la compagnia di balletto le fece capire che era troppo alta per una carriera da professionista: per consolazione i genitori la mandarono a soggiornare in Svizzera dove, grazie al cielo, in sei mesi acquistò una certa familiarità con il tedesco. Dopo la guerra fece la cantante prima di diventare una accesa paladina della preservazione degli edifici di epoca vittoriana.