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Ex animatore villaggio Club Med: “Rendevo felici mamme e figlie…”

PARIGI – Il Club Med? Un posto in cui copulare è facile come bere uno Spritz. Lo assicura un ex animatore francese che ha lavorato per sette anni, quando nel aveva 22, in un villaggio vacanze. Racconta la vita dei Club Med in un articolo pubblicato su Vice.

Il ragazzo racconta di aver deciso, dopo il diploma in educazione fisica, di lavorare in un Club Mediterranee in Spagna dopo il racconto entusiasta di suo cugino: divertimento, vitto, alloggio, una buona paga e .

L’ex animatore ripercorre la vita quotidiana in un villaggio, fatta di giochi, balli, aperitivi, ore piccole. E giunge a una semplice conclusione:

“In quell’estate ho capito che l’uomo e la donna sono macchine da . Dobbiamo affrontare la realtà: è molto facile rimorchiare nei Club Med. Ognuno è in vacanza per una settimana, e ognuno vuole divertirsi e fare ; nessuno vuole una storia seria. È la definizione di per . Inoltre le persone girano semi tutto il giorno. Il sole scalda la pelle e le vene: tutti hanno il sangue caldo”.

E ancora:

“Non avevo mai visto così tanta gente fare ovunque, anche in spiaggia. Quanto a me, credo di aver battuto tutti i record in sette anni. Uscivo con due ragazze a settimana. E moltiplicato per sette anni sono un bel po’. Significa centinaia di ragazze ogni anno, circa 750 in totale. E dato che nei villaggi tutti si vestivano allo stesso modo e tutti facevano le stesse cose, l’unico modo per confrontarsi con gli altri era il numero di ragazze. Pensandoci ora, era davvero un universo parallelo”.

Cambia la location ma la solfa è sempre la stessa.

“Nel 1990 sono stato quattro mesi in un el in Spagna. Solitamente si resta dai quattro ai sette mesi prima di cambiare. Dopo essere passato per Parigi, ho scelto una nuova destinazione: la Grecia. Poi ho fatto la Turchia, le Bahamas, il Senegal, e poi di nuovo la Turchia, per finire in bellezza”.

“Nel 1997 la Turchia è stata la destinazione più assurda in assoluto. Sono stato là nove mesi in totale con una breve pausa a Parigi. Il Club Med era a Bodrum. I clienti erano amichevoli e la sera tutti volevano fare festa. Dopo sei anni avevo inquadrato perfettamente ogni tipo di vacanziere. E avevo reso questa mia abilità un perno del mio lavoro. Sapevo come intrattenere i piccoli durante le giornate e uscire con le loro madri single la sera. Rendevo felici due generazioni nell’arco di 24 ore”.

Ma alla fine, come tutti i lavori, anche quello della macchina da logora.

“Tornare alla vita normale è stato difficile, soprattutto perché laggiù si è completamente risucchiati dalla routine del Club Med. Ho chiamato questa fase il mio ritorno alla vita civile. Quando sono tornato in Francia, i miei amici non facevano altro che dirmi “ti sei divertito come animatore, eh”, con un leggero sorriso. Ma non è facile imparare a tornare a casa, curare il proprio stile di vita e trovare il senso della stabilità”.


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