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Fnsi con Efj e Ifj: solidarietà ai giornalisti perseguitati in Turchia

ROMA – La Turchia perseguita i giornalisti e il presidente Recep Tayyip Erdogan ha ordinato la chiusura di 130 media nei giorni scorsi. A difesa dei giornalisti, arrestati con l’accusa di aver sostenuto il golpe di cui Erdogan accusa l’imam Gulen, si sono schierate la Federazione europea (Efj) e la Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj), accogliendo l’appello della Fnsi e di altri sindacati europei dei giornalisti.

In una nota la Fnsi riporta le iniziative intraprese nei vari Paesi Europei, tra cui l’Italia, e l’invito di Ricardo Gutiérrez, il segretario generale della Federazione europea, rivolto ai sindacati nazionali affinché aderiscano alla mobilitazione:

“- inviando una lettera agli ambasciatori turchi e/o ai governi nazionali;

– firmando e condividendo la petizione di Amnesty International “Rights -won cannot be taken away”, che chiede al presidente Erdogan il rispetto dei diritti umani in Turchia;

– inviando un contributo al Fondo per la sicurezza creato dalla Ifj al fine di sostenere le richieste di aiuto provenienti dalla Turchia;

– rilanciando su siti internet e social media la campagna “Lo sapevi? Il giornalismo non è un ”.

«Non possiamo rimanere in silenzio mentre decine di giornalisti vengono arrestati. Il presidente Juncker e l’Alto rappresentante Federica Mogherini devono fare tutto quanto in loro potere per porre fine a questa situazione preoccupante», è l’appello lanciato da presidente e segretario generale della Efj, Mogens Blicher Bjerregard e Ricardo Gutiérrez.

E il presidente della Ifj, Philippe Leruth rilancia: «L’Unione europea deve prendere una posizione e fare pressione sul presidente Erdogan, responsabile della violazione della Convenzione dei diritti dell’uomo e del bavaglio imposto all’informazione. I giornalisti di tutto il mondo sono molto preoccupati per l’escalation di attacchi contro la stampa in un Paese che si definisce democratico».

In Italia, com’è noto, la Fnsi e numerose Associazioni regionali di stampa, insieme con altre associazioni e categorie professionali, hanno già promosso la mobilitazione e aderito a manifestazioni organizzate sia a livello nazionale che nei territori”.