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Francia, allarme black-out: 12 centrali nucleari ferme, cosa succederà?

PARIGI – Allarme black-out in Francia? Tra problemi tecnici e difficoltà finanziarie di Edf e Areva, i due colossi francesi dell’energia, la situazione delle centrali nucleari transalpine “è diventata molto preoccupante”. Non ha usato giri di parole Pierre-Franck Chevet, il presidente dell’Authority di Parigi sulla sicurezza nucleare (Asn). E questo vuol dire in parole povere mettere a rischio l’approvvigionamento dell’energia elettrica.

Intervistato dal supplemento economico di Le Figaro, l’esperto ha lanciato un chiaro allarme sulla situazione dei reattori transalpini, di cui 12 sono chiusi per accertamenti, e ha sottolineato l’esigenza di “ripensare” l’intera “catena di controllo” per rendere l’atomo più sicuro. Lo scenario – ha affermato il numero uno dell’Asn – è peggiorato “dall’aprile 2015” con “la scoperta di un eccesso di carbonio nell’acciaio della vasca dell’Epr (reattore pressurizzato europeo), siamo passati da una brutta sorpresa all’altra”.

“Attualmente – ha continuato Chevet – 12 reattori sono fermi o stanno per essere fermati, per controllare che l’eccesso di carbonio scoperto nell’acciaio non alteri la capacità di resistenza meccanica dei generatori di vapore”. Oltre a questo problema, il responsabile dell’Authority ha rivelato che i suoi ispettori hanno riscontrato nei 12 reattori una non meglio precisata “anomalia generica”. Lo stop, ha tenuto a rassicurare l’alto responsabile, rientra in “un approccio di sicurezza e tutela delle popolazioni”.

L’Asn si è data un mese di tempo prima di decidere se riavviare o meno i reattori fermati o sul punto di esserlo. Mentre cresce il timore che quest’anno la Francia non sia in grado di rispondere all’alta domanda invernale di forniture elettriche. Pierre-Franck Chevet ritiene inoltre che sia necessario almeno un mese di tempo supplementare affinché i reattori autorizzati a ripartire raggiungano la massima potenza, il che equivale a gennaio 2017.

Sette impianti Edf sono chiamati a riprendere la produzione il 31 dicembre: Dampierre, Civaux 2, Tricastin 4, Gravelines 2, Bugey 4, Tricastin 1 e Tricastin 3. L’energia transalpina è direttamente dipendente da 58 reattori del colosso energetico che garantisce il 75% dei bisogni in energia. In parallelo, nella lunga intervista al Figaro, Pierre-Franck Chevet ha denunciato “l’esistenza di pratiche inaccettabili dall’inizio degli anni Sessanta nella fabbrica del Creusot (di Areva, ndr): l’esistenza di 400 dossier volontariamente nascosti al cliente e all’Asn, e riguardanti anomalie, nonché la scoperta di documenti di fabbricazione che appaiono falsificati”.