Cronaca Europa

Francia. Mise incinta una undicenne, assolto 22enne: “Era consenziente”

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Francia. Rapporti con una undicenne, assolto 22enne: “Era consenziente”

ROMA – Francia. Mise incinta una undicenne, assolto 22enne: “Era consenziente”. Fa scalpore la sentenza dei giudici di Seine-et-Marne, vicino a Parigi, in un caso di rapporti sessuali con minori. Un uomo è stato assolto dall’accusa di abusi sessuali nei confronti di una bambina di 11 anni (l’uomo aveva 22 anni all’epoca dei fatti, la ragazzina oggi è madre di un bambino di otto anni, frutto di quel rapporto).

Per i giudici non sono emerse presupposti e circostanze che definiscono il reato di stupro, evidenziando, segnala Il Messaggero, una certa lacunosità della legge francese in materia. Mancherebbero, secondo i giudici, “la coercizione, la minaccia, la violenza, la sorpresa”, per cui quel rapporto è da ritenersi “consenziente”.

Quanto all’età, hanno creduto all’uomo quando si è difeso dichiarando che la bambina gli aveva confidato un’età diversa, “quasi 15 anni”. Circostanza negata nella maniera più assoluta dai legali della bambina: l’uomo l’avrebbe avvicinata al parco e convinta ad intrattenersi con lui. Una volta a casa la piccola obbedì all’ingiunzione dell’uomo di tenere la bocca chiusa: qualche mese più tardi, rimasta incinta, la confessione alla madre.

Quello raccontato non è il primo caso. Il sito Mediapart ne cita un altro, sempre con una vittima di 11 anni protagonista. Che, senza parlare, in automatico, come paralizzata, fornì una prestazione sessuale all’uomo che l’aveva avvicinata e persuasa a lasciarsi insegnare “come si bacia”.

L’uomo le aveva chiesto di non parlare del fatto a nessuno, ma di ritorno a casa la bimba aveva chiamato terrorizzata la madre. La donna aveva chiamato la polizia, facendo arrestare l’uomo. La Procura, in base all’articolo 227-25 del Codice penale, aveva citato l’uomo per abuso sessuale: secondo la norma «un abuso sessuale contro un minore di 15 anni senza violenza, coercizione, minaccia o sorpresa, viene punito con cinque anni di reclusione e una multa di 75.000 euro». (Federica Macagnone, Il Messaggero)

 

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