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Gb. Crisi, super-ricchi piangono crollo prezzi materie prime

GB, LONDRA – Anche i super-ricchi ‘piangono’ e non poco in Gran Bretagna. Secondo infatti la classifica annuale del Sunday Times, le loro fortune hanno subito le maggiori perdite dalla crisi finanziaria per il crollo dei prezzi delle materie prime.

Fra tutti il magnate indiano Lakshmi Mittal, che ha perso i tre quarti della sua ricchezza, passata dai 27,7 miliardi di sterline nel 2008 agli attuali 7,12.

Mittal paga la crisi delle acciaierie britanniche, di cui era l’indiscusso tycoon, come anche petrolieri e oligarchi risentono del crollo del greggio. Fra i più colpiti c’è anche Alisher Usmanov, finanziere e filantropo di origine uzbeka e azionista fra le molte altre cose dell’Arsenal, che ha perso il 23% della sua fortuna in un anno, scesa a 7,58 miliardi di pound.

Non solo, dieci super-ricchi che erano nel ‘gotha’ dei miliardari sono stati ‘declassati’ al rango di meri multimilionari. I più facoltosi del Regno sono i fratelli Reuben (internet e immobili), indiani di origine ebraico-irachena, saliti in vetta dal quinto posto, seguiti dai fratelli indiani Sri e Gopi Hinduja (industria, finanza, immobili) e Len Blavatnik, miliardario dei due mondi nato a Odessa, cresciuto a Mosca e divenuto cittadino americano, ma che l’anno scorso era in vetta alla classifica.

Prosegue anche quest’anno il predominio degli stranieri residenti nel Regno, soprattutto indiani, nord europei, russi e mediorientali, rispetto agli ‘autocotoni’, fra cui si conferma il duca di Westminster, proprietario terriero e immobiliare, che sale dal nono al sesto posto.

Esce invece dalla ‘top ten’ e diventa tredicesimo Roman Abramovich, patron del Chelsea. Mentre la donna più ricca del Regno è Denise Coates, fondatrice del gruppo online specializzato in scommesse Bet365, salita dal 44esimo al 24esimo posto, e con una fortuna da 3,7 miliardi.