Cronaca Europa

Gb. Nuova bufera sui lord, ”rimborsi d’oro, lavoro molto poco”

La camera dei lord

La camera dei lord

GB, LONDRA – Decine di migliaia di sterline di rimborsi spese per attività parlamentari nulle o quasi. E’ di nuovo bufera sulla House of Lords, la camera dei nominati, presa di mira da un’ennesima inchiesta giornalistica, questa volta del Sunday Times, focalizzata in particolare a svergognare alcuni pari del regno, assai danarosi, che non si fanno scrupolo di farsi ripagare in moneta sonante per sedute a cui partecipano senza offrire il benché minino contributo.

La denuncia, spalleggiata anche da alcuni degli stessi lord più consapevoli del loro ruolo, s’inserisce su uno sfondo di recriminazioni contro la Camera Alta: gonfiata in questi anni a dismisura nel numero dei suoi componenti – a dispetto delle intenzioni dichiarate della riforma dell’era Blair che impose una drastica riduzione dei seggi ereditari dell’aristocrazia – con ondate di nomine politiche a sfondo notabilare o clientelare e solo un quoziente limitato di vere figure di chiara fama.

Il Times parla di Lord “multimilionari” che si sono intascati rimborsi “fino a 40.000 sterline all’anno”, pur risultando quasi fantasmi. Fra i casi più imbarazzanti quello di lord Evans of Watford, ricco editore laburista di fede blairiana, comparso in aula per 83 giorni in due anni. O di lord Carswell, notabile lealista nordirlandese che si è accaparrato pure la presidenza d’una commissione e che, in 29 giorni totali di ‘impegno’, non ha neppure quasi mai votato.

Senza contare lord Hanningfield, conservatore, che nel 2011 fu arrestato per aver falsificato le note spese ed è stato solo “sospeso”. Al di là dei singoli è del resto la produttività media a non essere esattamente da superlavoro: secondo stime del Times, i pari hanno accumulato in un intero biennio 41 interventi in aula pro capite, e meno di 20 giornate di votazioni.

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