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Poliziotto sotto inchiesta anti maschilista, Scotland Yard umiliata in tribunale

LONDRA – Smacco per Scotland Yard al tribunale del lavoro. Maxine de Brunner, numero due della polizia di Londra, ha cercato di punire un ispettore capo della polizia a causa della “cultura maschilista” della sua unità ma ne è uscita sconfitta e con lei un po’ tutta la polizia metropolitana di Londra, nota meglio nel mondo come Scotland Yard, ne  uscita con le ossa rotte. Portata in tribunale per discriminazioen contro i maschi dal funzionario messo sotto inchiesta, la polizia inglese ha perso la causa e ha anche rinunciato a ricorrere in appello.

Tutto aveva avuto inizio quando un alto ufficiale donna della polizia britannica si era presentata, senza preavviso, alla caserma del Territorial support group, il reparto mobile della polizia di Londra, gente dura, accusata alcuni anni fa, in occasione del G20 del 2009, di aver fatto morire di botte e di paura uno strillone di giornali di 47 anni (il poliziotto direttamente implicato fu assolto perché il giudice stabilì che non c’era rapporto di causa e effetto fra l’aggressione e la morte).

Maxine de Brunner era decisa a stroncare lo spirito maschilista del reparto. Ha fatto la inattesa ispezione e appena arrivata ha visto un poliziotto che andava in giro per la caserma indossando soltanto un asciugamano. Lei non lo sapeva, ma si trattava proprio del capo del reparto, Adrian Denby.

La cosa l’ha fatta letteralmenge uscire dai gangheri. Non potendolo colpire su questo, Maxine de Brunner ha avviato una inchiesta  su Denby e il suo reparto per varie e gravi irregolarità. Ma Denby si  rivolto al tribunale del lavoro londinese che ha stabilito che l’ispettore capo Adrian Denby è stato ingiustamente punito per la sua mancanza, visto che una collega in una posizione simile l’aveva passata liscia.

Nel corso dell’udienza è stato affermato che il vice commissario Maxine de Brunner, uno dei più stretti collaboratori del commissario Sir Bernard Hogan-Howe, è arrivata presso l’unità di cui Denby era responsabile, a Paddington, Londra, per svolgere una missione contro la “cultura maschilista”. Poco dopo il suo arrivo ha incontrato nel corridoio un collega, il cui nome è sconosciuto, che andando verso lo spogliatoio indossava soltanto un asciugamano intorno alla vita. In tribunale, nel nord di Londra, è stato detto che l’incontro la fece arrabbiare e la donna ha ammesso che la sua era “avversione”.

La de Brunner era talmente irritata dopo l’incidente, al punto che Denby, che ha ricevuto nove encomi e una carriera nella polizia senza macchia, temeva stesse per essere rimosso dal suo incarico. E’ stato invece messo sotto inchiesta da alcuni funzionari della sua unità, per presunti illeciti incluso l’aver imbrogliato sulle effettive ore di straordinario e aver venduto liquori nella stazione di polizia. Denby, che è stato sottoposto a mansioni limitate e le possibilità di promozione ridotte, è stato indagato penalmente ma si ritiene che una collega, di un’altra unità, ugualmente sotto inchiesta, non sia stata sottoposta a misure analoghe.

The Times, in un articolo ha riferito che alcuni alti ufficiali hanno fornito delle prove per cercare di giustificare il trattamento subito da Denby, ma il giudice ha concluso che è stato “caratterizzato da una mancanza di trasparenza”: documenti mancanti e nessuna spiegazione.

Il tribunale afferma che il caso di Denby “colpisce per la sua ingiustizia” e ha concluso che il suo trattamento era solo una questione di maschile. Ha ritenuto la polizia metropolitana colpevole discriminazione reiterata e un’udienza per stabilire i danni, si svolgerà entro la fine dell’anno. A News Channel 4, un portavoce della polizia metropolitana, ha affermato che negli ultimi cinque anni dei 62 agenti di maschile che hanno accusato le unità di discriminazione , solo sette hanno vinto.

Nello stesso periodo, 91 su 374 agenti di femminile che hanno rivolto le loro accuse contro la polizia, hanno vinto. Nel 2013, la de Brunner ricevette pesanti critiche per il suo copricapo cerimoniale, un cappello in stile Napoleone, con pennacchio bianco e nero del costo di circa 845 euro. La polizia metropolitana difese l’acquisto per motivi di salute e di sicurezza: il copricapo doveva essere indossato esattamente poiché non ha sottogola.


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