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Germania: 300 euro al mese a genitori che stanno più con figli

BERLINO – Trecento euro al mese alle giovani famiglie in cui entrambi i genitori decidano di diminuire le loro ore lavorative per dedicarsi ai figli: è la nuova provvidenza per le famiglie che il governo tedesco si accinge a varare, probabilmente già dopo l’estate. La Germania è interessata da un vero e proprio boom demografico. Ovunque nelle città tedesche si vedono famiglie con bimbi piccoli e donne in dolce attesa. Una crescita decisamente in controtendenza rispetto alla Ue (ed all’Italia in particolare), probabilmente favorita dal boom economico che caratterizza il Paese.

La corsa della locomotiva tedesca si manifesta soprattutto con più posti di lavoro e salari più pesanti e, secondo il bollettino mensile della Bundesbank, non è stata scalfita neppure dalla Brexit.   Dopo i miliardi investiti nelle scorse settimane dal governo centrale per favorire l’integrazione e l’occupazione dei rifugiati, il ministro per la Famiglia, Manuela Schwesig, ora vuole contribuire a riconciliare l’infanzia e l’occupazione con un bonus il cui costo per le casse dello Stato viene calcolato in un miliardo all’anno e potrà essere erogato per un massimo di per due anni, fino al compimento dell’ottavo anno del bambino, ai genitori che entrambi ridurranno le loro ore lavorative settimanali dal 36 a 28.

Al bonus, secondo la bozza fatta circolare, potranno accedere anche i genitori single e separati, “per consentire ai genitori di condividere al massimo il lavoro e l’educazione dei figli con lo stesso impegno”, ha spiegato il ministro Schwesig. La misura annunciata si aggiunge alle altre già in vigore a sostegno delle famiglie in Germania. Innanzitutto, le mamme (tedesche e non) di tutti i bimbi che nascano in Germania hanno diritto al ‘bonus bebè': 190 euro al mese per il primo ed il secondo figlio, che diventano 196 per il terzo e 221 dal quarto in poi. Poi c’è la maternità: decorre da sei settimane prima del parto alle otto successive, ed è a carico della cassa mutua a cui la donna è iscritta. E generosi sono anche i congedi parentali (la cosiddetta “Eltern Zeit”, ovvero “tempo dei genitori”), retribuiti dallo Stato con ratei mensili che vanno dai 300 euro ai 1.800 a secondo dello stipendio netto mensile del genitore. La mamma può goderne fino a 12 mesi, che aumentano fino a 14 se anche il papà decide di lasciare per almeno due mesi il proprio lavoro per accudire il figlio.