Cronaca Europa

Germania, cavigliere elettroniche e detenzione senza processo contro presunti terroristi

 

Germania, cavigliere elettroniche e detenzione senza processo contro presunti terroristi

Anis Amri

BERLINO – A seguito della strage di Berlino, la Germania potrebbe costringere presunti terroristi a indossare cavigliere elettroniche, anche se mai stati condannati per un reato. Anche la detenzione senza processo è in programma, e scatterebbe nel caso in cui i paesi d’origine dei sospetti terroristi rifiutassero di riprenderli.

San raffaele

Heiko Maas, ministro di Grazia e Giustizia tedesco, sta discutendo la questione con i capi della polizia e altri ministri sulla scia del massacro nel mercatino di Natale a Berlino, in cui 12 persone hanno perso la vita e altre 48 sono rimaste ferite dopo essere state travolte da un tir.

“Dobbiamo fare di tutto per individuare potenziali terroristi, anche prima di un eventuale sentenza del tribunale”, ha detto Maas secondo quanto riporta il Daily Mail. “Di conseguenza, non può esserci un tabù sull’utilizzo delle cavigliere elettroniche”.

La Germania stima che nel paese potrebbero trovarsi quasi 600 potenziali terroristi altamente pericolosi e che non può pagare la conseguenze della mancanza di prove concrete che impediscano di monitorare costantemente la situazione, favorita anche dalla mancanza di fondi e personale.

Per quanto riguarda l’identificazione elettronica, in Germania la legge è stata modificata nell’estate scorsa, subito dopo un episodio avvenuto in un treno in cui un rifugiato afghano armato di scure ha colpito i passeggeri urlando “Allah akbar”.

Al momento, solo persone arrestate e libere su cauzione possono essere identificate elettronicamente. Maas vuole che la legge possa essere applicata a tutti i potenziali terroristi che si nascondono tra il milione e più di rifugiati, arrivati in Germania negli ultimi 18 mesi. Mass vuole prendere in considerazione anche la possibilità di fermare richiedenti asilo che vengono respinti se considerati potenziali terroristi aggiungendo che, in futuro, “se i paesi d’origine non cooperano sul rimpatrio, la detenzione può essere imposta a persone sospettate”.

Se una legge come questa, sottolinea il Daili Mail, fosse stata in vigore lo scorso anno, l’attacco terroristico del tunisino Anis Amri, non sarebbe mai accaduto. Era libero di vagare per il continente anche se aveva ricevuto un ordine di espulsione. La Tunisia però, inizialmente non aveva ammesso che fosse un loro cittadino.

Nella nuova proposta di legge sono previste anche possibili sanzioni contro gli Stati che non riprendono le persone richiedenti asilo respinte dalla Germania. Thomas Oppermant, capogruppo del SPD, ha detto che il governo dovrebbe cominciare ad “esercitare una pressione” su questi paesi.

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