Cronaca Europa

Germanwings. Il padre di Lubitz non crede al suicidio: “Non era depresso”

Germanwings. Il padre di Lubitz non crede al suicidio: "Non era depresso"

Germanwings. Il padre di Lubitz non crede al suicidio: “Non era depresso”

ROMA – Germanwings. Il padre di Lubitz non crede al suicidio: “Non era depresso”. Al tempo della caduta dell’aereo di Germanwings il copilota di Germanwings “non soffriva di depressione”. Lo ha detto il padre di Andreas Lubitz, a Berlino, in una conferenza stampa convocata, per esprimere dubbi sugli esiti dell’inchiesta sull’aereo caduto sulle Alpi francesi che, secondo gli inquirenti, è stato distrutto intenzionalmente dal giovane copilota. La tragedia risale a due anni fa, nell’aereo morirono 150 persone: oggi il genitore del copilota che provocò l’incidente contesta la ricostruzione dell’accusa, parlando di testimonianze inventati ed errori nelle indagini. Ma i magistrati replicano: “Tutto porta a credere che fu un gesto volontario”

Secondo lui Andreas Lubitz aveva superato la sua depressione già sei anni prima della caduta dell’aereo di Germanwings. “Aveva ritrovato la sua forza originaria e la sua gioia di vivere”, ha detto il padre Gunther. Il padre del copilota ha convocato la conferenza stampa, dando la parola ad un esperto di aviazione, assunto per fare chiarezza sulla inchiesta. “Sappiamo bene che oggi è il secondo anniversario. Non abbiamo scelto questo giorno, per ferire i parenti delle vittime. Le reazioni sarebbero state le stesse, qualsiasi giorno avessimo scelto”, ha aggiunto, replicando alle polemiche scaturite dalla decisione di presentare proprio oggi le critiche della famiglia sulle inchieste.

“Il nostro dolore è un dolore speciale, non è come quello degli altri”, ha anche affermato il padre del copilota. “Come tutti gli altri siamo alla ricerca della verità”, ha concluso.

La chiusura del cockpit (la cabina di pilotaggio) era probabilmente difettosa. È questo uno dei punti che Tim van Beveren, esperto di aviazione assunto dalla famiglia Lubitz, per fare chiarezza sull’inchiesta sull’aereo Germanwings precipitato due anni fa, ha posto all’attenzione della stampa oggi a Berlino. Presentando un lungo rapporto che solleva nuovi dubbi, segnalando fra l’altro presunte lacune e imprecisioni degli atti delle indagini, l’esperto ha affermato di aver saputo da un equipaggio che aveva volato con lo stesso aereo, che era già avvenuto che il cockpit fosse rimasto chiuso, lasciando il personale fuori. “Io ho fornito questo elemento agli inquirenti, non è stato verificato”, ha detto.

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