Blitz quotidiano
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Germanwings, Lubitz doveva andare in clinica ma nessuno…

PARIGI – I medici avevano prescritto al copilota della Germanwings, Andreas Lubitz, che nel marzo del 2015 fece schiantare l’aereo Germawings contro le Alpi francesi, un ricovero in una clinica psichiatrica due settimane prima del tragico incidente in cui rimasero uccise 150 persone. Ma nessuno avvertì dei rischi legati al suo stato mentale.

E’ quanto ha stabilito il rapporto degli investigatori francesi reso noto oggi 13 marzo. Secondo gli inquirenti, diversi medici che avevano in cura Andreas Lubitz nelle due settimane precedenti all’incidente non avvertirono le autorità sulle loro preoccupazioni relative alla sua salute mentale. Considerando che neanche il copilota informò delle sue condizioni, “nessuna azione poteva essere presa dalle autorità o dal suo datore di lavoro per impedirgli di volare”, hanno stabilito gli inquirenti.

L’inchiesta francese è diversa dall’altra indagine aperta per omicidio colposo dalle autorità di Parigi che stanno cercando di stabilire una eventuale responsabilità criminale per lo schianto.

Ora gli inquirenti dell’Ufficio di inchiesta e di analisi per la sicurezza dell’aviazione civile (Bea) hanno sollecitato la definizione di “regole chiare” che consentano di violare il segreto medico in caso di problemi psicologici di un pilota. “Devono essere chieste regole più chiare per sapere quando è necessario violare il segreto medico”, ha detto l’esperto Arnaud Desjardins.

“Diversi medici privati sapevano che (Andreas Lubitz) era malato” e “questa informazione non è stata trasmessa alle autorità aeronautiche né al datore di lavoro Germanwings”, ha detto alla presentazione del rapporto a Le Bourget. Sono altrettanto importanti, spiegano gli inquirenti, linee guida per controllare i piloti che assumono farmaci antidepressivi. Il rapporto probabilmente chiederà anche nuove disposizioni anche per la porta del cockpit. Lubitz infatti bloccò il pilota fuori la cabina proprio grazie alle misure introdotte per impedire agli aggressori di accedere comandi di un aereo.

Oltre agli esami medici di routine in base al rapporto, i controlli devono essere effettuati anche per individuare possibili “problemi psichiatrici e psicologici”. La Bea ha quindi precisato di avere presentato una raccomandazione in tal senso all’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) e ai Paesi membri dell’Unione europea.