Blitz quotidiano
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Hitler, Austria vuole demolire casa: pellegrinaggi neonazisti…

BERLINO – La casa natale di Adolf Hitler potrà essere demolita. Il destino della graziosa palazzina gialla di due piani nella cittadina austriaca di Braunau am Inn, a ridosso del confine tedesco, dove nel 1889 nacque il Fuehrer del nazismo e che il 20 aprile di ogni anno diventa meta di un vero e proprio pellegrinaggio di migliaia di nostalgici della svastica e del Terzo Reich, avrebbe i giorni contati.

Quel pellegrinaggio di neonazisti è da sempre motivo di grave imbarazzo per il governo austriaco, che non riesce ad evitare l’annuale omaggio dei neonazisti. Da qui la decisione di espropriare l’edificio, peraltro vuoto ormai da anni. E quasi sicuramente di raderlo al suolo. “E’ la migliore soluzione”, spiega allo Spiegel Online il ministro dell’Interno austriaco. Wolfgang Sobotka (OeVP) in seguito alla decisione assunta oggi dalla coalizione di governo di varare una legge – che dovrà poi essere approvata dal Parlamento austriaco, che consente di espropriare l’edificio senza corrispondere un compenso all’attuale proprietario, Gerlinde Pommer.

La proprietaria vive nel paese che si trova a pochi chilometri, ma dall’altra parte del Fiume Inn, dal luogo natale di un altro protagonista della storia, quel Joseph Ratzinger diventato Benedetto XVI che nacque a Marktl am Inn, in Germania. L’esproprio, che sarà formalizzato nel prossimo mese di settembre, dovrebbe fermare per sempre il continuo pellegrinaggio. In autunno, una commissione di studio istituita appositamente dal governo di Vienna, presenterà le proposte sul futuro dell’immobile, anche se le parole del ministro dell’Interno lasciano intendere che la strada della demolizione sia ormai segnata.

La palazzina venne costruita intorno al 1820 e per diversi anni fu la sede della dogana austriaca al confine con l’Impero Germanico. La famiglia Hitler prese alloggio in affitto dagli antenati della signora Pommer in un appartamento dello stabile per diversi anni a cavallo fra Ottocento e Novecento. Qui Adolf Hitler trascorse i suoi primi tre anni di vita, prima del trasferimento del padre a Passau. L’attuale proprietaria si è sempre rifiutata di vendere l’immobile. E si è anche sempre opposta alla richiesta che sulla facciata della casa venisse affissa una targa in memoria delle vittime dell’Olocausto. Una lapide c’è, ma dall’altro lato della strada, con la scritta “Per la pace, la libertà e la democrazia. Mai più fascismo: milioni di morti ci ammoniscono”.

Dal 1972 lo Stato austriaco paga alla signora 4.600 euro al mese, e il contratto di affitto prevede che l’edificio possa essere utilizzato solo a scopi socio-educativi. In passato qui c’era stato un centro di formazione e un laboratorio per disabili. Ma l’ultima parola sugli inquilini spetta sempre alla signora Pommer, che ha sempre rifiutato le offerte d’acquisto da parte dello Stato degli 800 metri quadrati della palazzina. Dal 2011 la casa è vuota. Nel 1937 le truppe tedesche sfilarono in “omaggio solenne” al Fuehrer. E in occasione del suo 50/esimo compleanno, il regime fece stampare un francobollo con Hitler in piedi, accanto alla chiesa di Braunau. .