Blitz quotidiano
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Hitler e i gerarchi nazisti, tutti “strafatti”. Libro rivela: morfina, metanfetamine e…

BERLINO – Nel Terzo Reich, assumevano droghe di tutti i tipi, le mandavano giù con un sorsata di birra e poi arrivava “l’euforia, la sete d’azione, l’intensificazione delle prestazioni”.  E’ quanto racconta Norman Ohler sul libro “Blitzed: drugs in Nazy Germany” (Allen Lane, 25 euro), di cui il Daily Mail pubblica uno stralcio. Piloti della Luftwaffe, Goering, si drogavano e lo stesso Hitler era dipendente dagli stupefacenti.

Non potevano fare a meno della loro dose di metanfetamine, scrive l’autore. Non avevano bisogno di dormire. “Sono sveglio, il battito cardiaco rimbomba nelle orecchie. Tutto è immateriale e astratto. La luce è così intensa chee fatico a sopportare la sua brillantezza”.

Sembra una scena moderna, la fotografia di un rave party del XXI secolo, o un concerto rock, in cui i giovani fanno uso di sostanze chimiche illegali ma niente potrebbe essere più sbagliato, scrive Ohler, sorprendentemente è il ritratto di soldati e piloti della Germania nazista, quando hanno invaso e conquistato la Polonia nel 1939.

Mentre i carri armati, truppe e aerei si diffondevano sul confine, non c’era tempo per riposare. Gli ufficiali medici distribuivano sostanze dopanti per mantenere gli uomini svegli, attenti e concentrati.

E’ noto da tempo che figure al vertice della gerarchia nazista erano dipendenti dalla droga in modo consistente. Il capo della Luftwaffe, Hermann Goering, era dedito alla morfina, e il Führer stesso quotidianamente si iniettava massicce dosi di stimolanti.  Ma ora sembra che il fatto riguardi più o meno tutti coloro che comandavano e sembra tutti assumessero il Pervitin, farmaco a base di metanfetamine.

Le compresse, dal sapore amaro, farinose, secondo un soldato che ne prendeva tre alla volta, era efficaci per allontanare la stanchezza e quel tubetto arancione con la scritta blu, era diventato essenziale quanto l’equipaggiamento, le granate, i fucili.
Secondo quanto affermato nel libro di Norman Ohler, tutto il Terzo Reich era invaso da sostanze stupefacenti.

“Il Nazionalsocialismo”, scrive, “era tossico nel vero senso della parola. Ha dato al mondo un patrimonio di sostanze chimiche che ancora oggi ci riguardano, un veleno che rifiuta di scomparire”.
I nazisti presero il potere, non va dimenticato, sostenendo la superiorità morale rispetto agli anni decadenti della Repubblica di Weimar in Germania, in cui le attrici assumevano cocktail di cloroformio ed etere, e quasi la metà dei medici di Berlino si diceva fossero dipendenti dalla morfina.
Hitler e la sua banda erano “puliti”, insistevano, dichiarando guerra alle droghe pesanti e condannando “veleni” seducenti come l’eroina e la cocaina e i degenerati che ne facevano uso.

Ma fecero finta di non vedere altre sostanze stupefacenti pericolose. L’industria farmaceutica Temmler vicino a Berlino, produceva milioni di pillole a base di metanfetamina.
Aumentava l’energia, sicurezza, potenziava la libido. Ben presto, tutti ne fecero uso comprese casalinghe, lavoratori, donne in menopausa, neo mamme, chi soffriva di febbre da fieno. In commercio c’erano anche dei cioccolatini che contenevano la sostanza chimica. Gli effetti collaterali a causa di uso prolungato – svogliatezza, assenza di gioia e depressione – furono minimizzati. E quando il paese entrò in guerra nel 1939, nella situazione di stress anche l’esercito faceva uso del Pervertin.
Heinrich Boll, premio Nobel per la letteratura e all’epoca soldato, scriveva dal fronte ai suoi genitori, chiedendo di mandare “pancetta, sigarette e un po’ di Pervitin”.

I medici militari erano grandi sostenitori del farmaco:”Eccellente per dare la sveglia a una squadra stanca”. Il Pervitin, annullava inibizioni, fatica e alcuni compiti raccapriccianti potevano essere eseguiti più facimente.

Nel 1940, programmavano l’invasione in Francia, attaverso le Ardenne, e per l’occasione la Wehrmacht ordinò un enorme quantitivo di Pervitin per militari e piloti: una compressa di giorno e due di notte e i soldati potevano rimanere senza dormire per 24 ore di fila.  Secondo Ohler, la droga giocò un ruolo in quello che si rivelò un errore strategico cruciale.

Goering, fatto di morfina che si iniettava con la sua siringa d’oro, aveva un falso senso di invincibilità e insistette con Hitler che la forza aerea avrebbe potuto avere la meglio e distruggere l’Inghilterra.
Come è noto non andò così, la Luftwaffe non riuscì nella missione, né quando fece un blitz bombardando Londra. Per la Germania, lo slancio della vittoria era sparito, sostituito da un senso di delusione.
Iniziò una lunga guerra, in particolare in Russia, ma dopo gli spettacolari successi in Polonia e Francia, l’esercito tedesco iniziò a sentire gli effetti collaterali del Pervitin: depressione, letargia, insonnia, paranoia e inoltre dipendenza.
Ormai milioni di tedeschi, al fronte o a casa, era assuefatti.
A essere onesti, scrive Ohler, l’esercito di Hitler, non era il solo a far uso di stimolanti. I soldati inglesi, prima di partire per missioni di bombardamento in Germania, assumevano pillole “Wakey-wakey” (sveglia, sveglia), a base di benzedrina, anche anfetamine ma meno potenti della metanfetamina.
La dipendenza dalla droga nella Germania nazista, come scrive Ohler, si presenta come una vera sorpresa.
Lo stesso Hitler più volte al giorno si faceva iniettare da Theodore Morell, suo medico personale (sui suoi diari ci sono anche i nomi di Eva Braun, Mussolini, Himmler, Ribbentrop, Speer e la moglie di Goering) un mix di sostanze. All’inizio furono vitamine e ormoni, antidolorifici e steroidi, sempre cambiando ingredienti per evitare la dipendenza e sempre sul braccio. Dalla fine del 1943, assumeva dosi frequenti di Eukodal, un oppiaceo parente prossimo dell’eroina, che lo faceva sentire ottimista – sosteneva di poter ancora governare il mondo – ma seguivano profonde depressioni in cui accusava chi aveva accanto di slealtà.
La paranoia era accompagnata da altri effetti collaterali: insonnia, tremori e terribile costipazione. Fu così che in 12 anni, tra l’agitazione, l’insonnia, non riuscire a defecare, il Fuhrer e il suo Reich crollarono abbattuti dall’ego, dall’eccesso di ambizione e il sospetto di droga.