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“Hitler fuggì da Berlino”. Quando è morto e dov’è sepolto

ROMA – Un nuovo libro aggiunge particolari inediti e strabilianti alla presunta fuga di Adolf Hitler da Berlino. Si intitola “Hitler in exile” (“Hitler in esilio”) ed è stato scritto dallo storico Abel Basti. Il quale segue la ricostruzione effettuata dai “teorici della fuga”, per i quali il Fuhrer ha lasciato nel bunker un suo sosia ed è fuggito dalla cancelleria del Reich all’aeroporto di Tempelhof attraverso un tunnel sotterraneo. Li avrebbe raggiunto via aerea la Spagna o le Canarie, dove poteva contare sull’aiuto e la protezione dell’amico Francisco Franco. E avrebbe poi attraversato l’Atlantico in nave o in sottomarino (uno dei famosi U-Boot), approdando sulle coste argentine e raggiungere il Paraguay, protetto dal dittatore Alfredo Stroessner.

Hitler avrebbe vissuto il resto della sua esistenza ad Asuncion, dove secondo Basti sarebbe morto il 3 febbraio 1971. Dice lo storico: “C’era un accordo com gli Stati Uniti affinché Hitler scappasse e non cadesse nelle mani dell’Unione Sovietica. Famiglie facoltose lo hanno aiutato e sono state responsabili dell’organizzazione del suo funerale. Hitler è stato seppellito in un bunker sotterraneo che ora è un elegante el nella città di Asunciòn. Nel 1973, l’entrata al bunker è stata sigillata e 40 persone diedero l’ultimo saluto a Hitler”. Anche Eva Braun avrebbe raggiunto il Sudamerica. Visse nella città di Bariloche, poi a Buenos Aires, almeno fino a 90 anni, dopodiché si sono perse le sue tracce.