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Ikea, licenziato per frullato non pagato: sarà risarcito

DUBLINO – Un dipendente di Ikea, in Irlanda, era stato licenziato dall’azienda per via di un frullato non pagato. Una bevanda da pochi centesimi. Ma ora l’azienda è stata condannata a risarcirlo con 30mila euro. Spiega Federica Macagnone su Il Messaggero:

Durante il processo, il responsabile del bistrot ha detto di aver visto Ian e altri dipendenti consumare bevande senza pagare dopo la fine del loro turno: il manager ha chiesto di poter controllare le telecamere di sicurezza, che hanno confermato la circostanza. Ritenendo non accettabili le spiegazioni di Ian, il dipendente era stato buttato fuori dall’azienda. Secondo un manager di Ikea, l’incidente è stato classificato come “colpa grave”, paragonabile al furto, tanto da far maturare la decisione del licenziamento.

Ora, però, la sentenza del tribunale ha ribaltato la situazione: come riporta il Mirror, Ian non ha negato di aver bevuto il frullato, ma in aula ha parlato di «un errore in buona fede». Il giudice, pur riconoscendo il diritto dell’azienda di far rispettare le norme, applicando severe regole di controllo, non ha ritenuto la colpa di Ian sufficiente per giustificarne il licenziamento. Ikea dovrà risarcirlo con una somma di 23mila sterline: «Una cifra giusta ed equa, tenuto conto delle circostanze» ha concluso il giudice. «Sono soddisfatto del risultato – ha detto Ian – Adesso metterò in piedi una mia attività e potrò andare avanti con la mia vita». Marsha Smith, Store manager di Ikea a Dublino, ha dichiarato: «Siamo delusi per l’esito della vicenda. Tuttavia un giudice ha emesso una sentenza e noi stiamo revisionando quanto è successo».


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