Blitz quotidiano
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Profugo cattivo: scippa e picchia. Espulso, nessuno lo vuole

STOCCOLMA  – Profugo cattivo: scippa e picchia. Espulso, nessuno lo vuole. Scippa, sputa, picchia una giovane mamma che tiene per mano due bambini. E’ il profugo cattivo. L’uomo più odiato di Svezia. Un titolo che questo tunisino di cui non si conosce il nome ma si vede benissimo il volto si è conquistato purtroppo con pieno merito.

Succede tutto ad una stazione della metropolitana di Stoccolma. Una donna è sulle scale che la portano all’uscita: ha la borsa e una busta di tela. E’ distratta perché sta anche armeggiando con il telefono. Ad un certo punto, alle sue spalle spunta lui, il profugo cattivo. Sale le scale e capisce che quella donna è una preda facile. Si sposta sulla destra per scipparla ma in quel momento succede l’imponderabile.

C’è un’altra donna che assiste alla scena. E’ una giovane mamma che nella metropolitana sta entrando tenendo per mano i suoi due bambini. La mamma in questione non si fa gli affari suoi. Grida. Avverte l’altra donna e lo scippo sfuma. Il profugo cattivo però non ci sta: aggredisce la “colpevole” del mancato scippo. Le dà due pugni e poi si allontana. Ma neppure questo gli basta. C’è tempo per un ultimo supplemento di cattiveria. Torna vicino alla mamma e le sputa. Quindi scappa.  La fuga dura poco perché tutto avviene davanti alle telecamere. Il filmato viene diffuso in rete con sotto scritto: wanted. La polizia a prendere il tunisino ci mette poco.

Il punto è che ora questo profugo cattivo non lo vuole nessuno. Non lo vuole giustamente la Svezia che pur avendogli rifiutato asilo lo stava ospitando in una struttura per profughi in attesa che la sua posizione fosse chiara. Dopo il video delle botte alla mamma la Svezia si è limitata ad applicare la legge europea: espulsione immediata nell’ultimo paese dove era stato registrato. Nel caso del profugo cattivo la Danimarca. Che però non lo vuole. Perché le immagini di quell’uomo con la smorfia cattiva che scippa sputa e picchia sono arrivate anche a Copenhagen e dintorni e i danesi si chiedono: “Se gli svedesi giustamente non lo vogliono perché mai dovremmo accollarcelo noi?”. Domanda lecita anche se la risposta c’è: così prevede la legge.

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