Blitz quotidiano
powered by aruba

Irlanda libera, 100 anni fa la rivolta di Pasqua: 485 morti

DUBLINO – Irlanda libera, 100 anni fa la rivolta di Pasqua: 485 morti. Cerimonie, atti di omaggio, momenti di riflessione: così l’ Irlanda ha ricordato oggi il centesimo anniversario della rivolta di Pasqua del 1916, l’insurrezione che segnò un punto di svolta nella lotta di liberazione dell’isola verde dalla dominazione britannica. Eventi pubblici all’insegna della commemorazione delle vittime e dell’orgoglio nazionale repubblicano si sono tenuti in contemporanea a Dublino e nelle contee di Cork, Meath, Wexford, Galway.

Il presidente Michael D. Higgins ha deposto in particolare una corona di fiori dinanzi al memoriale di Kilmainham Gaol. E nella capitale è stata organizzata anche una grande kermesse artistico-culturale intitolata Reflecting the Rising, all’indomani delle parate di ieri – giorno della Festa Nazionale – a cui hanno assistito centinaia di migliaia di persone.

Le sei giornate dell’insurrezione del lunedì di pasqua del 1916 furono represse nel sangue dalle forze di Sua Maestà britannica, con un bilancio di 485 morti e 2500 feriti. Ma crearono le premesse per la spartizione dell’isola fra sud e nord e la conquista dell’indipendenza della maggior parte di essa, al prezzo di una guerra civile.

Poeta e sociologo, Michael D. Higgins ha scelto proprio Kilmainham Gaol quale luogo simbolo delle celebrazioni: è qui che un plotone di esecuzione britannico uccise 14 dei 16 leader dell’insurrezione. Queste le sue parole in una intervista rilasciata al quotidiano Al Jazeera.

“La nazione ha percorso molte miglia dal trauma della Dublino in fiamme del 1916. Possiamo tuttavia constatare come gli ideali e i sogni per i quali i nostri padri hanno dato così tanto non siano stati tutti acquisiti. Una democrazia è sempre e deve essere sempre un work in progress, e come riusciamo ad utilizzare l’indipendenza che ci è stata offerta continua a sfidarci moralmente ed eticamente […]

Dopo il 1916 molte famiglie ebbero parenti sacrificati nella Somma (prima guerra mondiale, ndr.) e altri che morirono a Dublino. Quindi, con la guerra civile, queste famiglie furono divise un’altra volta, come la mia. Un danno inestimabile. Quando le guerre civili accadono come risultato delle eredità imperiali, le persone si fanno reciprocamente ciò che era stato fatto loro”. (Barbara McCarthy, Al Jazeera)