Cronaca Europa

Isis, attacchi con droni esplosivi la nuova minaccia: allerta terrorismo da Europol

Isis, attacchi con droni esplosivi la nuova minaccia: allerta terrorismo da Europol

Isis, attacchi con droni esplosivi la nuova minaccia: allerta terrorismo da Europol

BRUXELLES – I terroristi sono pronti ad attaccare con droni esplosivi. Questa l’ultima minaccia dell’Isis all’occidente secondo l’ultimo rapporto divulgato da Europol. Il timore dell’organizzazione è che la tecnica già utilizzata nelle crisi in Iraq e Siria possa essere esportata anche per nuovi attacchi terroristici in Europa. Solo nel 2016 lo Stato islamico ha messo a segno dieci attacchi nei Paesi dell’Ue, mietendo 135 vittime, e portando a 718 arresti, soprattutto in Francia (429), dove si è registrato un aumento di fermati, per il terzo anno di fila.

Rob Wainwright, direttore dell’agenzia Europol a Malta, ha presentato la relazione in occasione della riunione informale dei ministri dell’Interno dell’Unione, a cui hanno partecipato anche i commissari alla Migrazione Dimitris Avramopoulos, alla Sicurezza Julian King, e alla Giustizia Vera Jurova, ribadisce anche l’allerta per possibili attacchi con armi chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari.

I timori si basano, tra l’altro, sulle ultime sollecitazioni diffuse dalla propaganda on-line del Califfato, che ha condiviso tattiche e possibili obiettivi per questo tipo di azioni. Non ultima, una guida per terroristi fai-da-te, comparsa in rete, in cui si insegnava ad estrarre la letale tossina della ricina.

Ad accrescere le preoccupazioni dei governi c’è anche il tema del massiccio numero di rientri di ‘fighter’ attesi in Europa, con la probabile sconfitta militare dell’Isis in Iraq e Siria, vere e proprie palestre dell’orrore non solo per i gruppi di Daesh ma anche per il fronte avversario di al-Qaeda. Europol ritiene infatti che entrambe le organizzazioni abbiano non solo, “volontari”, ma anche “intenzione e capacità di mettere in atto attacchi di massa, complessi”. D’altra parte, nella relazione si rileva anche come uno dei nuovi elementi di cui si è arricchita la propaganda del Califfato, è che “in caso di sconfitta”, i propri affiliati, “portino avanti la lotta in altre aree”.

Secondo le stime Ue sono oltre 5mila i mujahidin, partiti soprattutto da Belgio (che detiene il primato in termini di numero pro capite), Francia, Germania, e Gran Bretagna. Mentre per la Turchia sono 7.760 i nomi di fighter dell’Unione che compaiono sulla lista nera della.   Per l’Olanda è possibile che ci siano dozzine di operativi già sul suolo europeo, mentre l’Italia esprime preoccupazioni su possibili cellule dormienti di Isis e al-Qaeda, unendo la sua voce a quella dei Paesi che vedono nei ‘lupi solitari’ e nei piccoli gruppi radicalizzati, le principali minacce per la sicurezza nazionale.

Dall’analisi dei dati è emerso che le donne hanno assunto ruoli più operativi nelle attività terroristiche, così come i bambini o i giovani adulti. Uno su quattro (26%) delle persone arrestate, nel 2016, erano infatti donne, “un importante aumento”, se comparato al 18% del 2015, e in generale almeno un terzo erano giovanissimi di 25 anni, o anche meno.

 

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