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Isis lancia “mille malati di mente” all’attacco dell’Europa

AMSTERDAM –Isis lancia “mille malati di mente” all’attacco dell’Europa.  “L’Isis sta programmando attacchi su larga scala in Europa”. E lo sta facendo con 5000 mila foreign fighters. A mille di loro, prima di entrare nelle fila dell’esercito dello Stato islamico, sono stati diagnosticati problemi mentali.

Allarme forte e chiaro che arriva dal direttore di Europol Rob Wainwright in una conferenza stampa nell’ambito della riunione dei ministri dell’Interno Ue. A preoccupare più di tutto è forse quel malati di mente. Sono mille “matti” pronti a tutto pur di seminare morte e terrore in Europa.

C’è di più: se uno su cinque di quei miliziani ha disturbi mentali, l’80% di loro, sempre secondo Europol, ha precedenti penali. Isis, insomma, scava nella parte più marginale e disagiata delle società europee. Scava, recluta e usa queste persone come armi contro l’Europa.

“Sappiamo che hanno una forte capacità di mettere a segno attentati su larga scala – dice Wainwright-. Tutti i Paesi Ue lavorano per prevenire. Ci sono tutte le ragioni per aspettarsi che l’Isis, o terroristi che si ispirano all’Isis o un altro gruppo terroristico ispirato da motivi religiosi, possa condurre di nuovo un attacco in Europa, in particolare in Francia, con lo scopo di provocare morti di massa tra la popolazione civile”, si legge ancora nel report pubblicato da Europol.

I servizi di intelligence suggeriscono che l’Isis abbia sviluppato “un commando di azione esterna addestrato per attacchi stile forze speciali nello scenario internazionale”, si legge ancora nel rapporto di Europol. “Gli attacchi di Parigi e le indagini – si spiega – sembrano indicare un passaggio verso una strategia più ampia di globalizzazione dell’Isis, di attacchi in modo specifico contro la Francia, ma anche la possibilità di attacchi contro altri Stati membri Ue in un prossimo futuro”.

E ancora: “Oltre ai campi di addestramento in Siria esistono anche campi di addestramento più piccoli in Paesi Ue e dei Balcani”, si legge nel rapporto di Europol pubblicato in occasione dell’inaugurazione del Centro europeo anti-terrorismo. “L’addestramento alla sopravvivenza – si legge – permette di testare la forma fisica e la determinazione di membri che aspirano ad entrare nell’Isis. Le attività sportive sono state utilizzate per addestramento al combattimento e a resistere agli interrogatori”.

L’annuncio della polizia europea giunge all’indomani della diffusione del video di Isis in cui sono contenute nuove minacce rivolte in particolare contro la Francia e la Gran Bretagna. Un video, quello dei terroristi dello Stato Islamico, in cui sono comparsi alcuni degli attentatori di Parigi.

Nelle immagini c’è anche Abdelhamid Abaaoud, ritenuto il ‘cervello’ degli attentati nella capitale francese e coinvolto anche nella strage di Charlie Hebdo, morto pochi giorni dopo il 13 novembre durante l’irruzione della polizia in un appartamento di Saint-Denis. Davanti alla telecamera promette: “Non smetteremo mai di combattervi, nei viaggi turistici, in quelli di lavoro o mentre state dormendo nelle vostre case”.    A diffondere il video – spiega Site – è stato al Hayat, media arabo considerato vicino allo Stato islamico. I membri del commando che la sera del 13 novembre hanno seminato il terrore nel cuore della capitale francese, tra lo ‘Stade de France’ e il teatro Bataclan, uccidendo 13 persone, vengono ripresi quasi tutti in Iraq e in Siria. A dimostrazione di come abbiano fatto la loro esperienza nei campi di addestramento dell’Isis. Molti di loro si sono fatti esplodere la sera stessa degli attacchi.

Quattro vengono mostrati nel video propagandistico mentre decapitano alcuni prigionieri nelle mani dei jihadisti. Uno mentre uccide un altro ostaggio sparandogli. La scena delle decapitazioni è terribile – racconta Rita Katz, direttrice di Site – spiegando come all’inizio le immagini si fermano, come si volesse evitare di riprendere la parte più cruenta della scena. Poi, come se il nastro fosse riavvolto, si mostrano le esecuzioni nella loro interezza. Immagini crudeli, che mostrano la spietatezza dei militanti che di fronte a tanto orrore trovano anche il modo per inveire verso le telecamere a mo’ di scherno.