Blitz quotidiano
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Isis: veleno per topi nei fiumi turchi. Onu scopre minaccia

Isis vuole contaminare i fiumi turchi con la tularemia, una tossina dei roditori. Le prove generali in Kosovo. Onu torna in Siria: indaga su armi chimiche

ROMA – Isis era in procinto di contaminare i corsi d’acqua per destabilizzare la TurchiaVeleno per topi, più esattamente una tossina – la tularemia – è l’arma batteriologica incriminata. Gli ispettori dell’Onu, allertati dall’allarme dell’intelligence turca, sono pronti a una nuova missione in Siria per indagare sulla produzione e rifornimento di armi chimiche sul terreno.

La tularemina non è un’arma chimica inedita nei teatri di guerra: fu utilizzata dai giapponesi in Manciuria, dai nazisti contro i sovietici nella seconda guerra mondiale, l’ultima preoccupante apparizione data il luglio scorso, a Pristina in Kosovo. Qui le autorità locali interruppero la fornitura d’acqua in un bacino che serve migliaia di persone dopo aver intercettato e arrestato 5 miliziani Isis, di cui tre scoperti mentre si aggiravano sospetti intorno al bacino di Badovac che serve appunto mezza città.

La tularemia, tossina ricavata dai roditori, provoca febbre, nausea, vomito, diarrea, mal di testa e sensazione diffusa di debolezza. E’ difficile da isolare e rendersi conto che sta agendo contaminando le riserve d’acqua potabile: è la prima preoccupazione delle autorità turche, le cui strutture sanitarie non sono preparate ad affrontare il rischio e diagnosticare in tempo gli effetti della contaminazione. L’inviato a New York de La Stampa, Paolo Mastrolilli, fa il punto sulle strategie nazionali e transnazionali di contrasto.

Il rapporto di intelligence turco non rappresenta la conferma definitiva che l’Isis vuole lanciare un attacco chimico contro le riserve idriche del Paese, ma si collega a questi allarmi, e a quelli che erano già scattati a luglio scorso in Kosovo. Quindi gli ispettori dell’Onu lo hanno preso abbastanza seriamente, da inserirlo nel dossier delle informazioni sui cui intendono lavorare una volta in Siria. Visitare le zone sotto il controllo dello Stato islamico sarebbe molto complicato, ma si indaga comunque sulla possibilità che Daesh abbia messo le mani su sostanze chimiche tossiche. L’effetto che poi queste ispezioni potrebbero avere sul negoziato di pace, che il mediatore dell’Onu Staffan de Mistura sta organizzando a Ginevra, è incerto. L’allarme chimico però aumenterebbe l’urgenza di trovare una soluzione politica alla guerra. (Paolo Mastrolilli, La Stampa).