Cronaca Europa

Johann Reichhart, il boia nazista che eseguì più di 3.165 condanne

Johann Reichhart, il boia nazista che eseguì più di 3.165 condanne

Johann Reichhart, il boia nazista che eseguì più di 3.165 condanne

LONDRA – Johann Reichhart, nel corso della seconda guerra mondiale, durante il Terzo Reich, fu un freddo boia tedesco, noto per aver eseguito più di 3.165 condanne. Difficile capire, in ogni caso, se fu complice di Hitler o un semplice servitore stipendiato dallo Stato tedesco.

Criminali, combattenti della resistenza e dissidenti furono la maggior parte delle sue vittime e pose fine alla loro esistenza con la ghigliottina.
In una sola, sanguinosa, giornata con il suo incessante lavoro, Reichhart, decapitò 32 persone con fredda efficienza, guadagnando il soprannome di “Head Hunter” (tagliatore di teste).
Marc von Luke, un giornalista che ha scritto su Reichhart, ha detto: “Ha ucciso rapidamente, in modo efficiente e senza rimorso”.
Durante il regime nazista decapitò criminali e combattenti della resistenza e poi, dopo la guerra, aiutò gli alleati a eseguire 156 impiccagioni di tedeschi, decise dal tribunale di Norimberga.
“Reichhart aveva l’ambizione di essere il miglior boia della Germania, era sicuro di essere un maestro nella sua “arte”. Nessuno era in grado di decapitare più velocemente di lui”, osserva von Luke.
“Ha servito la Repubblica di Weimar, poi i nazisti e in seguito gli alleati. Era bravo nel suo lavoro”.
Nato il 29 aprile 1893, prima di diventare boia in tempo di pace, servì la Nazione come militare nella Prima Guerra Mondiale.
Stanco di seguire la tradizione famigliare di macellaio, nel 1924 fece domanda al ministero della Giustizia di Monaco di Baviera, per diventare boia al posto dello zio che stava andando in pensione.
La sua carriera di boia ebbe inizio ghigliottinando Rupert Fischer e Andreas Hutterer, condannati a morte per omicidio.
L’amministrazione gli aveva promesso 150 marchi in oro per ogni esecuzione e annunciato:”Dal 1 ° aprile 1924, Reichhart con la ghigliottina eseguirà tutte le condanne a morte dello Stato libero di Baviera”.
Una tregua nelle esecuzioni costrinse Reichhart a trasformarsi in fruttivendolo nella vicina Olanda ma, dopo l’ascesa di Hitler al potere nel 1933, diventò presto una presenza fondamentale della macchina di morte nazista.
Reichhart si è immerso nel ruolo e anche inventato un dispositivo che teneva i prigionieri bloccati sotto la ghigliottina senza bisogno di legarli con la corda. Il che significava che il tempo di esecuzione era ridotto a 4 secondi contati.
Una delle vittime più famose di Reichhart fu Sophie Sholl di 21 anni: fu lui a eseguire la condanna a morte per decapitazione della giovane, il cui “crimine” era quello di essere un’attivista del gruppo antinazista della Rosa Bianca, emblema della ribellione non violenta al Terzo Reich, che aveva scritto volantini contro la dittatura di Hitler e distribuiti agli studenti universitari di Monaco.
Tra le sue compagne della Rosa Bianca, Sophie è stata la prima a essere giustiziata, un’esecuzione immediata a sole tre ore dalla condanna del famigerato giudice Roland Freisler, noto per i suoi processi farsa.
I boia come Reichhar, nel corso del nazismo diventarono ricchi: erano pagati 3.000 Reichsmark all’anno e ricevevano un bonus di 65 per ogni esecuzione. Reichhart raggranellò una bella somma, tanto che comprò una villa in un benestante sobborgo di Monaco.
La crudeltà dei nazisti era incredibile: addebitavano alle famiglie dei condannati a morte, sia la decapitazione che le giornate trascorse in prigione. La tariffa della detenzione era di di 1,50 Reichsmark al giorno mentre l’esecuzione ne costava 300 e chiedevano perfino 12 pfennig per l’emissione della fattura.
Reichhart, sposato e con tre figli, era diventato talmente noto che a scuola i suoi figli venivano derisi con alcune canzoncine, come “tagliatore di teste, tagliatore di teste, tuo padre è un tagliatore di teste”.
La reputazione del padre fu un enorme peso per il figlio Hans che si suicidò per vergogna.
Tuttavia Reichhart, quando il Reich era ormai finito, catturato dai soldati americani, fu pronto a salire sul carro degli Alleati.

Imprigionato a Landsberg, dopo la sua liberazione aiutò i soldati vincitori a eseguire 156 condanne a morte ma dopo due sbagli di persona, rifiutò di eseguire altre decapitazioni.
Un episodio televisivo di “Forbidden History” è stato dedicato all’esplorazione della vita del boia di Hitler.
Jamie Theakston, conduttore dello show, ha dichiarato:”Reichhhart aveva realizzato una ghigliottina modellata su quella tradizionale francese, ma più leggera e con maggiore mobilità. E’ orribile pensarci”.
“Una delle ragioni per cui è finito a lavorare per gli alleati è che non c’erano molte persone disposte a fare quel tipo di cose”.
Nel 1972, Reichhart morì vicino Monaco povero e solo.

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