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Jolanta Kijak uccisa da rifugiato siriano innamorato di lei. Ex marito chiede…

VARSAVIA – Pawel Gradzki chiede la pena di morte per l’assassino della sua ex moglie, una donna di 45 anni, incinta uccisa a colpi di mannaia da un rifugiato siriano “innamorato di lei”. In un‘intervista esclusiva al MailOnline, Gradzki si è detto “stordito” e “disgustato” per l’uccisione insensata di Jolanta Kijak, sua ex moglie e madre dei suoi tre figli.

La Kijak, è stata massacrata con una mannaia e un rifugiato di 21 anni è stato arrestato domenica scorsa in una rivendita di kebab a Reutlingen, in Germania. Il femminicidio è stato descritto come un delitto passionale e l’uomo afferma di essere stato innamorato della donna ma non si pensa sia il padre del bambino.

Gradzki, 48 anni, ha detto: “La bestia che ha ucciso, merita la pena più elevata, merita di morire”. Parlando al MailOnline nella sua casa nel villaggio di Strojcow, nel sud della Polonia, ha aggiunto: “Non ho idea di cosa l’abbia spinto a fare una cosa del genere. E’ un che non trova spiegazione: il mostro ha ucciso una donna innocente e ferito parecchie persone. Chi soffre di più sono i miei figli che hanno perso l’amata mamma. Nessuno merita di morire in questo modo”.

Jolanta era arrivata dal piccolo villaggio di Swiebodzin nel sud della Polonia, dove ha lavorato in un fast-food. Si era trasferita in Germania, lo scorso anno, dopo il divorzio dal secondo marito. Lavorava come donna delle pulizie e condivideva l’appartamento con un nuovo compagno. Tre mesi prima della fatale aggressione, aveva trovato un lavoro a tempo pieno in cucina, nel fast food Mangal Kebab.

Gradzki ha detto al MailOnline che Jolanta era una donna amante del divertimento stata una persona amante del divertimento, e tra loro nacque subito una storia molto intensa. “E’ stato un colpo di fulmine, mi sono innamorato di lei al primo sguardo. Era molto bella e decidemmo di sposarci dopo sei mesi”.

Dal matrimonio piuttosto burrascoso e durate solo tre anni, sono nati tre bambini. “Io cercavo pace e stabilità, Jolanta voleva andare in discoteca e divertirsi. Alla fine ha chiesto il divorzio e ho accettato. Il mio rammarico è che da allora non ho avuto più contatti con i miei figli”.

“La mia porta – prosegue l’uomo – per loro è sempre aperta. Forse dopo questa tragedia potremo ricostruire il rapporto”. Dopo il divorzio da Gradzki, Jolanta si innamorò di un ricco imprenditore, Rafal Kijak, 40 anni, col quale ebbe la figlia più giovane, Oliwia ma dopo il fallimento dell’azienda di famiglia, i due si separarono.

Per migliorare la sua vita e dei quattro figli, la donna ha iniziato a fare lavori stagionali all’estero, raccolta di frutta e verdura, tra cui tre settimane in Inghilterra, in una fattoria. La scorsa domenica, quando Jolanta è stata aggredita dal siriano, alcuni testimoni hanno sentito urlare “Oh mio Dio”. L’uomo le aveva squarciato la faccia. Prima di essere arrestato, il siriano pare sia stato investito da un uomo alla guida di una BMW, facendolo cadere a terra.

Robert Lukowski, 25 anni, testimone dell’incidente, ha descritto la situazione come un incubo:”Ho visto la donna in un lago di sangue, poi il pazzo in manette: ero terrorizzato”. Alcune immagini dopo l’arresto, mostrano l’aggressore disteso a terra col volto insanguinato.

Poliziotti armati, prima di legargli le mani dietro la schiena, l’hanno inchiodato a terra. I paramedici hanno tentato di salvare la vita a Jolanta ma, in seguito alle gravi ferite sulla testa, è deceduta. Nella casa di Swiebodzin si è riunita la famiglia di Jolanta, compresi i quattro figli Sylwia, 22 anni, Daniel, 23, Dawid, 19 e Oliwia, 8, per rendere omaggio alla donna che amavano. La figlia maggiore Sylwia, che si è laureata la scosa settimana, ha affermato che la famiglia è troppo sconvolta per rilasciare commenti.