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Laura Ferrari esce dal coma dopo strage Erasmus

BARCELLONA – Laura Ferrari ha aperto gli occhi e sorriso alla mamma dopo 10 giorni di coma. Lei è una delle studentesse Erasmus a bordo del bus dove le altre italiane hanno trovato la morte nella strage. La Ferrari è sopravvissuta al terribile incidente ed è uscita dal coma alle 15 di martedì pomeriggio, riaprendo gli occhi nel reparto dell‘ospedale Santa Creu e San Pau di Barcellona, dove è ricoverata dal giorno dell’incidente.

Fabrizio Caccia sul Corriere della Sera scrive che a dare la notizia che la giovane studentessa originaria di Modena di 23 anni si è risvegliata è il fratello Lorenzo Ferrari:

” «Laura finalmente si è svegliata — annuncia felice suo fratello Lorenzo al telefonino —. Mia sorella ha aperto gli occhi. Prima ha fatto un sorriso a mamma Annunziata che era lì accanto al letto e quasi sveniva dall’emozione, poi ha mosso la testa per far capire che riconosceva anche papà Riccardo. È stato bellissimo, un grandissimo giorno per noi. Poi lei ha detto pure qualche parola, ma non l’abbiamo capita e comunque fa niente, va bene così, dopo giorni di paura e incubi…»”.

Nell’incidente la Ferrari ha riportato la frattura del cranio e i chirurghi dell’ospedale le hanno quasi totalmente ricostruito la parte sinistra, poi il coma farmacologico fino a martedì 29 marzo, quando finalmente ha riaperto gli occhi, racconta Caccia:

“È stata in coma farmacologico fino a martedì, quando i medici della terapia intensiva hanno provato per la prima volta «a tirarle via i farmaci», racconta Lorenzo, per vedere la reazione del suo corpo ferito. «Le hanno tolto anche il respiratore per qualche minuto», continua il fratello. «E Laura così per la prima volta è tornata a respirare autonomamente. Nonostante la morfina è riuscita a pronunciare pure qualche parola. Insomma, progressi enormi rispetto al giorno di Pasqua, quando aveva mosso soltanto le palpebre. Stanotte, penso, la riaddormenteranno con i farmaci, ma ci hanno detto comunque che non è più in pericolo di vita. E questa è la cosa che conta».

«Ma ora», prosegue Lorenzo, commosso, «vorrei ringraziare pubblicamente Elise, una ragazza belga coetanea di Laura che è stata davvero il suo angelo custode. È venuta in ospedale e mi ha raccontato che lei e Laura dormivano, una con la testa sulla spalla dell’altra. C’è stato l’incidente e Laura ha salvato Elise, perché mia sorella le è finita davanti e ha assorbito tutto l’urto. Ma poi è stata Elise ad estrarre Laura dalle lamiere, a tamponare le sue ferite e a tenerla sveglia fino all’arrivo dei soccorsi. Ed è stata sempre Elise a sbloccare la cintura di sicurezza all’autista rimasto intrappolato e poi a mettere i triangoli di segnalazione di pericolo dietro e davanti al pullman, evitando che altri mezzi potessero sbatterci contro…». Molto presto le due giovani si rincontreranno”.

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