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Lorenzo Bocchini, dal rugby alle metanfetamine: le produceva come in Breaking Bad

LONDRA – Da ex pilone di rugby a L’Aquila a produttore di metanfetamine in una cucina di Little Venice a Londra. Questa la parabola di Lorenzo Bocchini, giocatore di rugby sudafricano che dopo aver militato in diverse squadre italiane si è ritrovato senza soldi. Lorenzo ha deciso così di seguire il fratello e la moglie a Londra, dove in vero e proprio stile Breaking Bad ha iniziato a produrre con loro metanfetamina.

Giacomo Talignani sul sito dell’Huffington Post scrive che Lorenzo Bocchini è nato a Johannesburg, in Sudafrica, nel 1980 da una famiglia italiana. Nel 2002 il giocatore viene ingaggiato dal Rugby Viadana come pilone e da allora inizia la sua carriera fino all’arrivo a L’Aquila, dove nel 2009 dopo il terremoto diventa uno degli angeli delle macerie:

“si precipitò insieme ad alcuni compagni per evacuare il reparto di Geriatria dell’ospedale San Salvatore colpito dal sisma. Caricò letteralmente gli anziani sulle spalle per portarli fuori e fu premiato, con i suoi amici, con una medaglia al merito civile voluta dall’allora presidente Giorgio Napolitano. Il suo nome rimane impresso a chi ha giocato a rugby anche per un altro motivo: considerato “straniero” fu per errore schierato dall’Aquila come “italiano” in una partita decisiva, fatto che costò alla squadra neroverde una storica retrocessione”.

Per lui L’Aquila era casa, ma poi iniziano i problemi economici. Bocchini cerca di mantenersi, dato che la squadra non poteva pagare gli stipendi arretrati, e si ritrova a fare il trasportatore di mobili. Poi finisce a Londra col fratello e la moglie di lui:

“Insieme al fratello Alessandro, 43 anni e la moglie Justine, 36, cominciano a cucinare “roba”, anche se Lorenzo dirà al giudice che lui era “solo il custode”. Per distribuirla e spacciarla usano il servizio di driver Uber. Quando pochi giorni fa la polizia ha fatto irruzione nella casa ha trovato droga per il valore di 300mila sterline, 33mila in contanti e una pistola “stun gun”, di quelle che ti stordiscono.

La droga prodotta è metanfetamina, cristalli: gli agenti trovano più di 1300 pasticche di Mdma, cocaina e diversi grammi di meth. Confessano tutti e si beccano “dai 4 a i sei anni di reclusione”. Su Lorenzo il giudice deciderà i primi di dicembre l’esatta pena. Secondo le indagini avevano almeno 100mila sterline di profitti recenti appena messi in un conto bancario e “la famiglia Bocchini stava per fare profitti significativi dalla vendita di droga pericolosa destinata alla scena del chemsex nel sud di Londra”. Droga che viene utilizzata, ricordano gli inquirenti, anche per “stupri e sfruttamento dei minori”. Sempre gli inquirenti descrivono la casa di Lorenzo e la loro vita come “uno scenario da Breaking bad. Erano professionisti, gente che aveva fatto una scelta di vita per fare soldi”.


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