Blitz quotidiano
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Louis Vuitton fa causa ad un ristorante di pollo fritto

SEUL – Louis Vuitton porta in tribunale un ristorante di pollo fritto della Corea del Sud. La sua colpa: aver accostato il nome della celebre maison di moda al noto e amato piatto americano e asiatico.

Il ristorante, infatti, aveva scelto di chiamarsi niente di meno che “Louis Vuiton Dak”, una sorta di storpiatura del nome francese della casa di moda insieme al termine Dak, che ricorda la parola coreana “tongdak” che significa “pollo intero”.

Il logo stesso è molto simile a quello dell’originale Louis Vuitton, con le lettere LV incrociate, come il marchio che compare su tante borse e valigie della maison. E compariva persino sui tovagliolini di carta e sui contenitori di cartone per il cibo da asporto del locale.

Alla Louis Vuitton non sono stati felici di sapere che il loro nome era accostato ad un piatto, per di più un grasso pollo fritto. Così hanno fatto deciso di scrivere una bella lettera di diffida al ristorante. A quel punto il proprietario del locale ha ceduto e ha cambiato il nome, ma non eliminando del tutto i riferimenti al marchio del lusso: infatti il locale adesso si chiama “chaLouisvui tondak”. Alla maison se ne sono accorti e così il ristoratore è finito in tribunale e ha dovuto pagare 16mila dollari di multa.

 


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