Cronaca Europa

Maiorca: Malen Zoe Ortiz e Massimiliano Rossi, due casi collegati?

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Malen Zoe Ortiz e Massimiliano Rossi

ROMA – Malen Zoe Ortiz, 15enne, è scomparsa da Magaluf, Calvia, nell’isola spagnola di Maiorca il 2 dicembre 2013. A luglio 2015 Massimiliano Rossi, pr milanese molto noto nell’ambiente della movida meneghina, va alla Guardia Civil a riferire informazioni sulla scomparsa di Malen. Un mese dopo il 42enne muore nell’incendio del suo furgone con un coltello piantato nel torace. Il suo caso viene archiviato dalla Guardia Civil come ‘suicidio’.

Un video ripreso dalle telecamere della sorveglianza stradale, tuttavia, mostra il 42enne mentre scende dal furgone parcheggiato nella piazzola e poi sbuca dal lato del passeggero con la schiena in fiamme, come se qualcuno lo avesse sorpreso alle spalle, dandogli fuoco. La stessa telecamera ha ripreso un’auto chiara che si ferma, pochi attimi prima dell’incendio, alcuni metri prima del furgone.

Qualcuno potrebbe essere sceso da quella vettura e potrebbe essersi nascosto tra i rovi per aggredire l’uomo. Neanche questi elementi valgono ad aprire un’inchiesta per gli inquirenti spagnoli e neanche un inquietante messaggio Whatsapp, scritto dal pr a un’amica alcuni giorni prima della morte:

“Ho visto che fine ha fatto la ragazza sparita a Magaluf due anni fa. Setta satanica presente a Maiorca. E credo di sapere dove hanno fatto la messa nera. Se muoio sai perché”.

Nemmeno di fronte a queste dichiarazioni, la Guardia Civil ritiene di dover approfondire. Quello che sapeva della sorte di Malen, Massimiliano, non lo aveva tenuto certo per sé, ma, nel luglio 2016, era andato a riferirlo alla Guardia Civil, che però non aveva ritenuto di dover indagare. Anche il 6 agosto, cinque giorni prima di morire, Massimiliano aveva fatto una telefonata alla polizia alle 21 e 57. Durata: quattro minuti. Non è dato sapere cosa avesse denunciato alla Guardia Civil in quella telefonata, ma una cosa è certa: Massimiliano non si era limitato a riferire di vaghi sospetti, tanto che alla stessa amica scrive:

“Di’ di cercare nei pressi di una casina diroccata prendendo il cammino che va nella pineta dove ci sono i cassonetti della spazzatura, vicino al ristorante Sol a son serra Marina. Nel pozzo”.

In quel luogo a cercare la ragazza è Alejandro Ortiz, il padre della 15enne. Equipaggiato per calarsi nel pozzo, perlustra i luoghi indicati da Rossi, senza trovare nulla. La Polizia, con le attrezzature del caso, avrebbe forse avuto più fortuna.

La storia resta senza finale, aperta, esattamente come le indagini sulla scomparsa della giovane Malen. Forse Massimiliano sapeva veramente cosa ne è stato dell’adolescente, se qualcuno l’ha adescata e se veramente nell”isola nera’, come la chiamava, ci sono gruppi di satanisti che celebrano messe nere.

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