Cronaca Europa

Manchester, con la bomba in valigia su un volo per Bergamo. Non lo arrestarono, oggi condannato: “Poteva fare strage”

Manchester, con la bomba in valigia su un volo per Bergamo. Non lo arrestarono, oggi condannato: "Poteva fare strage"

Manchester, con la bomba in valigia su un volo per Bergamo. Non lo arrestarono, oggi condannato: “Poteva fare strage”

BERGAMO – Poteva essere una strage ma per fortuna è stato fermato. Nadeem Muhammad, il cittadino di origine pachistana con passaporto italiano, fermato all’aeroporto di Manchester con una bomba in valigia è stato oggi condannato dalla Manchester Crown Court. Lo scorso 30 gennaio era stato fermato ai controlli mentre cercava di imbarcare su un volo Ryanair per Bergamo, un ordigno artigianale nascosto nel bagaglio a mano.

Secondo la Bbc, la polizia l’avrebbe poi rilasciato, limitandosi a sequestrare la bomba artigianale che aveva in valigia non ritenendola, in un primo momento, pericolosa. E invece dopo le analisi compiute è stato rivelato che poteva causare una grave depressurizzazione a bordo del Boeing 737 che trasportava decine di passeggeri.

Se il movente resta “sconosciuto” e al momento non sono emerse connessioni di tipo terroristico, è evidente il nuovo flop dei servizi di sicurezza britannici che non avrebbero applicato le regole basilari arrestando una persona con un potenziale ordigno esplosivo. Lo hanno lasciato partire per l’Italia dopo pochi giorni e il suo arresto è avvenuto solo il 12 febbraio, quando è tornato nel Regno Unito.

I casi di negligenza non finiscono qui. Dopo la scoperta dell’ordigno da parte del personale addetto ai controlli, la manager Deborah Jeffrey si è messa in tasca la bomba, ritenendola non pericolosa in base a una analisi superficiale, prima di consegnarla alla polizia. La Greater Manchester Police, dal canto suo, ha ammesso che il mancato arresto di Muhammad il 30 gennaio è stato un errore da non ripetere.

Si conoscerà la sua pena detentiva solo il 23 agosto. Il colpevole aveva negato ogni responsabilità nella vicenda, affermando che qualcun altro aveva posizionato l’ordigno nella sua valigia. Quando oggi è stata letta la sua sentenza di condanna alla Manchester Crown Court è scoppiato in lacrime: un comportamento di solito molto diverso da quello dei terroristi che difficilmente mostrano le proprie emozioni.

L’uomo era stato sottoposto anche a un fermo in Italia, con la polizia che aveva controllato la sua casa e il suo posto di lavoro il 9 febbraio e lo aveva trattenuto per qualche ora ma poi rilasciato. Sebbene non si possa parlare di terrorismo, come ha precisato Sue Hemming, inquirente del Crown Prosecution Service, “le conseguenze delle sue azioni avrebbero potuto essere disastrose“.

To Top