Cronaca Europa

Maurizio Stecca, ex pugile a Westminster: “Ero lì a trenta metri, ho visto accoltellare i poliziotti”

Maurizio Stecca, ex pugile racconta attentato Londra visto da dentro Westminster

Maurizio Stecca, ex pugile racconta attentato Londra visto da dentro Westminster

LONDRA – “Stavamo uscendo dal parlamento quando abbiamo sentito delle urla: non erano di gioia ma di paura. D’istinto abbiamo guardato verso il cancello e allora abbiamo visto tutto”. E’ il racconto di Maurizio Stecca mentre all’agenzia di stampa Dire la scena dell’attentato di ieri pomeriggio, 22 marzo, a Londra. “Ero lì a trenta metri, ho visto l’attentatore mentre accoltellava i poliziotti”.

Il due volte campione del mondo, era con la squadra di Pugilato italiano assieme alla delegazione britannica in visita al Parlamento di Westminster, un appuntamento che avrebbe dovuto anticipare il clima festoso dell’incontro di questa sera nell’ambito del World series of Boxing 2017.

Stecca e compagni hanno assistito a tutta la scena: “Mentre uscivamo le grida della gente ci hanno obbligato a guardare verso il cancello di ingresso – racconta a Dire -. E’ stato allora che ho visto un uomo armato con due grandi coltelli aggredire la guardia all’ingresso e colpirla ripetutamente, finché il poliziotto non è caduto a terra”. L’uomo non ha reagito? “No, non era armato. Ma qui è una prassi: i poliziotti all’esterno sono disarmati, infatti si è difeso solo con le braccia”.

Poi, spiega ancora Stecca, l’attentatore ha smesso di infierire sull’agente e ha ripreso la sua corsa verso l’edificio. “Ha preso a correre proprio verso di noi, allora un uomo con un abito elegante è uscito da una porta laterale e, a circa 10 metri di distanza, ha esploso tre colpi, e l’ha ucciso”.

Il pugile quindi ha visto morire in pochi istanti due uomini, “l’attentatore e poi l’agente al cancello d’ingresso: aveva cercato di alzarsi in piedi, forse non si era reso conto di quanti colpi avesse ricevuto. Ma è ricaduto a terra quasi subito, morto”.

Infine: “E pensare che stamattina (ieri, ndr), quando siamo entrati, qualcuno ha detto: ‘Questo è proprio un punto strategico per un attentato!’. E allora io ho risposto: ‘Ma no, è impossibile, c’è troppa sicurezza’. E invece è proprio capitato. Ci è sembrata la scena di un film. Ma era tutto vero, lo abbiamo capito immediatamente perché la gente fuori gridava terrorizzata. Se fossimo usciti anche solo un paio di minuti dopo ci saremmo incrociati al cancello proprio con l’attentatore”.

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