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Migranti, allarme da Londra: dai Balcani in Italia via Libia

LONDRA – Migranti, a migliaia stanno compiendo la pericolosa traversata dalla Libia verso l’Italia, dopo la repressione Ue sulla rotta dalla Turchia alla Grecia. L’allarme viene da Londra, dove infuria la polemica sul referendum sulla permanenza in Europa della Gran Bretagna.

I fatti di cronaca lo confermano. In un solo giorno la guardia costiera italiana ha accolto 1.569 migranti, in 11 distinte operazioni al largo della costa libica. Altri 1.500 sono stati salvati nel Mediterraneo durante il fine settimana, aggiungendosi ai timori che il mare più calmo e il clima più mite incoraggeranno molte più persone nel compiere la traversata.

Le cifre dell’Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite hanno dimostrato che 17.500 migranti quest’anno sono arrivati in Italia attraverso la Libia dilaniata dalla guerra, circa il 40 per cento di 12 mesi prima.

Quasi due settimane fa i leader europei hanno concordato un accordo da 6 miliardi di euro con la Turchia per cercare di chiudere il percorso attraverso l’Egeo dalla costa turca per le isole greche. Tuttavia, crescono le preoccupazioni che il piano – che comprende un accordo per mandare indietro tutti gli arrivi – porterà invece le persone a compiere la traversata più pericolosa: quella dal nord Africa.

Funzionari libici minacciano di “aprire le porte dei flussi” per far sì che migliaia raggiungano l’Europa, a meno che non ricevano più aiuti per combattere il traffico di persone. Il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, che ha negoziato l’accordo fra Turchia ed Europa, ha riferito che i leader ora devono focalizzarsi sul rischio che la rotta torni ad essere l’Italia.

“Credo che saranno fatti progressi sul piano turco”, ha detto. “Questo è cruciale per affrontare la crisi umanitaria in Grecia. Non dobbiamo dimenticare che c’è ancora lavoro da fare davanti a noi, così come altre rotte migratorie per l’Europa, inclusa quella del Mediterraneo centrale. Questo è ciò su cui dobbiamo concentrarci”.

La Libia è stata a lungo un punto d’appoggio per i migranti che cercano una vita migliore in Europa, ma la rotta lunga 185 miglia è quella più letale. Dall’inizio del 2014 6.175 persone sono morte durante l’attraversamento, ciò significa che solo un migrante su 54 riesce a salvarsi. Ad aprile, circa 800 persone sono affogate mentre tentavano di raggiungere l’isola di Lampedusa. Al tempo stesso, 1.161 persone sono morte nella tratta Egea dalla Turchia alla Grecia, ovvero un sopravvissuto su 893.
I capi UE hanno privatamente allertato che altri 450.000 migranti potrebbero tentare di raggiungere l’Europa quest’estate, a causa della grande crisi in Libia.

Marina e Guardia Costiera stanno attualmente lavorando sulla costa libica, come parte del piano anti-trafficanti dell’Operazione Sophia. Una volta presi, i migranti sono traghettati in centri di accoglienza italiani, dove ci sono già 106.000 persone ad attendere.


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