Blitz quotidiano
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Migranti, allarme sbarchi: “Nel 2016 aumentati del 50%”

 

ROMA – Migranti, allarme sbarchi in Italia: “Nel 2016 sono aumentati del 50%”, denuncia il sottosegretario agli Interni Domenico Manzione. Mentre si parla tanto di Brennero, con l’Austria che ha deciso di erigere nuove frontiere per bloccare l’afflusso di profughi e migranti, il blocco della frontiera balcanica, con i migranti fermi ad Idomeni, potrebbe provocare un aumento di coloro che scelgono la via del Mediterraneo e dell’Adriatico, sbarcando in Puglia, come spiega Valentina Errante sul quotidiano il Messaggero:

La vera preoccupazione non è la costruzione del ”muro”, annunciata dall’Austria con i toni propagandistici della vigilia, quando una consultazione elettorale importante e alle porte. A suscitare allarme, in Italia, è piuttosto l’aumento degli sbarchi, cresciuti del 50 per cento rispetto allo scorso anno, e, soprattutto, la questione aperta tra Turchia e Grecia, con la contestuale chiusura della rotta balcanica. E la grande fuga di disperati che tentato l’ingresso in Macedonia.

Lo dice chiaramente il sottosegretario Domenico Manzione perché, se pure non c’è stato uno spostamento dalla rotta balcanica e non si registra una grande presenza di siriani tra gli arrivi in Italia, a far temere è il rischio delineato da Tsipras: che la Grecia «possa diventare un grande contenitore di anime» e Manzione aggiunge: «quella grande marea potrebbe trovare sbocco da noi».

”Il muro” al confine con l’Austria diventa una preoccupazione in prospettiva, un segnale dell’euroscetticismo che minaccia Schengen. La replica ”formale” del Viminale non tarda. E’ sempre Manzione a puntualizzare: i controlli al Brennero avrebbero «implicazioni economiche tutt’altro che trascurabili, ma l’Austria ha elezioni politiche importanti alle porte».

L’annuncio capo della polizia tirolese viene smorzato dalle precisazioni del presidente Heinz Fischer, «europeista convinto», che in serata si è affrettato a precisare come «i provvedimenti al Brennero non prevedano un muro oppure filo spinato».

(…)  E così sebbene il Viminale abbia ricevuto rassicurazioni, venerdì scorso il ministro Angelino Alfano ha incontrato la sua omologa austriaca, il sottosegretario precisa: «Abbiamo insistito che l’area restasse aperta, ma l’Austria – ha aggiunto – ha elezioni politiche importanti alle porte. La decisione – dice il sottosegretario – avrebbe anche ricadute dal punto di vista umano, potrebbe implicare situazioni come quelle che vediamo purtroppo in Grecia».

E questo è il rischio più grande, anche per l’Austria, che teme gli arrivi annunciati con la bella stagione e ha scelto di trasformare il «management di confine» al valico italo-austriaco con controlli serrati e una vera e propria barriera.

A far crescere la preoccupazione è il fronte aperto tra Grecia e Turchia e il mancato rispetto degli accordi Ue. Il rischio è che la rotta balcanica, con il blocco dei migranti al confine greco, possa interrompersi e che si apra il fronte italiano. Perché intanto gli sbarchi sulle nostre coste continuano a crescere. In Italia, dal 1 gennaio all’11 aprile, sono arrivate 19.932 persone contro le 12.267 dello stesso periodo dello scorso anno. In testa pakistani, afghani, marocchini e algerini, nazionalità escluse dalla relocation. Un altro piano Ue risultato fallimentare: delle 40mila persone che l’Italia avrebbe dovuto ridistribuire sul territorio europeo, finora, sono effettivamente avvenuti 503 trasferimenti soltanto.