Cronaca Europa

Migranti, il grande esodo: migliaia nel Mediterraneo e l’Ue rischia di spaccarsi

Migranti, il grande esodo: migliaia nel Mediterraneo e l'Ue rischia di spaccarsi

Migranti, il grande esodo: migliaia nel Mediterraneo e l’Ue rischia di spaccarsi

LONDRA – Il grande esodo: migliaia di migranti attraversano il Mediterraneo e sulla questione, l’UE rischia di spaccarsi. Il Daily Mail, ha pubblicato la devastante analisi della giornalista Sue Reid. Prima che la Gran Bretagna contribuisse a rovesciare Gheddafi, si diceva che senza una Libia prospera e fiorente, la migrazione degli africani in Europa sarebbe stata incontrollabile. E oggi, scrive la Reid, sembra sia stata un’acuta considerazione.

Dopo l’assassinio del colonnello, nel 2011, la ricca economia petrolifera libica è crollata, sostituita da un lucroso traffico clandestino di persone: spediscono le imbarcazioni che trasportano migranti, i quali pagano cifre non indiffrenti per il “privilegio”, nel Mediterraneo.

Finora quest’anno, 85.000 migranti si sono spostati dalla Libia verso l’Italia e la scorsa settimana ne sono arrivati 12.000. Molti raggiungono l’isola di Lampedusa, a soli 113 km dalla costa africana o vanno verso la Sicilia. Da lì vengono trasferiti nei vari centri di accoglienza presenti in tutta l’Italia, da cui molti scompaiono per dirigersi a nord, in Europa occidentale.

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Il collegamento con la Libia è solo un frammento nella più grande crisi migratoria dalla seconda guerra mondiale, che minaccia di minare se non distruggere il tessuto sociale dell’Europa. Quasi 1,5 milioni di migranti, incredibilmente, hanno raggiunto l’Europa via mare dal Nord Africa e dalla Turchia dall’inizio del 2015, anno in cui Angela Merkel ha aperto le porte della Germania ai profughi siriani e a molti altri.

L’Ue è ora nel panico e divisa su come fermare questo flusso interminabile e chiede ai 28 Paesi membri di lavorare insieme per risolvere il problema. Ma la risposta, finora, è stata quasi disastrosa, osserva la Reid. Nel dibattito al Parlamento Europeo, martedì scorso, il primo ministro di Malta stava esponendo un’importante panoramica sulla crisi ma, presenti in aula, c’erano solo 30 europarlamentari. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, è stato ripreso in un’aula pressocché vuota, mentre definiva “ridicolo” il Parlamento.

L’Italia ha minacciato la chiusura dei porti agli sbarchi per alcune imbarcazioni dei migranti, mentre l’Ungheria ha realizzato e rafforzato un muro per tenerli alla larga. Questa settimana, l’Austria ha mandato truppe con veicoli corazzati per pattugliare i confini con l’Italia, mentre la Polonia e i suoi vicini ferventemente cristiani dell’Europa orientale si rifiutano di accettare qualsiasi arrivo, con alcuni leader che sollevano preoccupazioni poiché molti sono musulmani.

Anche il filantropo e fondatore di Microsoft, Bill Gates, sta suonando l’allarme: sollecita l’Unione europea a “rendere più difficile agli africani poter raggiungere il continente attraverso gli attuali percorsi”. La Gran Bretagna è rientrata negli ordini dell’UE per aiutare in una crisi “senza precedenti” accogliendo più “rifugiati”, anche se le Nazioni Unite questa settimana, hanno rivelato che sette su dieci nuovi arrivati non sono rifugiati ma migranti per motivi economici.

Un capo dell’UE, Frans Timmermans, ha osservato:”Il problema della migrazione non scomparirà. Non oggi. Non domani. Non l’anno prossimo, non per il prossimo ventennio. Questo fenomeno resterà con noi per generazioni”.
Fin dall’inizio del 2015, scrive la Reid, ho visto un crescendo della crisi e ho parlato con i migranti che arrivano da tre principali percorsi marittimi: dalla Libia all’Italia, dalla Turchia alla Grecia e ora anche dal Marocco e Algeria verso la Costa del Sol in Spagna.

“Alcuni migranti da me incontrati era giusto che fuggissero da Paesi in guerra come la Siria ma altri, uomini con meno di 30 anni, erano solo alla ricerca di una vita migliore. In Europa avrebbero ottenuto una casa, istruzione e benefit”, racconta la giornalista.

La mappa pubblicata dal MailOnline, mostra i paesi d’origine più comuni dei migranti che quest’anno sono arrivati in Italia via mare. Includono la Nigeria, descritta dalla BBC come “uno dei più grandi produttori di petrolio” e Guinea, che sempre la BBC ha definito “potenzialmente uno dei paesi più ricchi dell’Africa”.

In Spagna molti arrivati sono algerini. Ad Almeria, un porto turistico sulla costa andalusa, dove quest’anno sono arrivati dal mare 6500 migranti, una guardia costiera ha detto alla Reid: “Gli algerini arrivano con una barca privata, sbarcano sulle nostre spiagge e scompaiono. Navigano in segreto con denaro e gioielli. Se parlano francese, vanno a Marsiglia. Se parlano inglese, si dirigono verso la comunità algerina a Londra”.

Ci sono altre preoccupazioni: lo Stato islamico è sospettato di infiltrare tra i migranti, operatori sotto copertura. L’anno scorso Rob Wainwright, capo dell’Europol, forze dell’ordine dell’Unione Europea, ha inviato 200 agenti sulle isole della Grecia per individuare potenziali terroristi. Hanno trovato falsi passaporti che ritengono fossero destinati a essere utilizzati per pianificare attacchi terroristici dell’Isis in Europa.

Poi c’è la questione delle navi di salvataggio che traghettano migliaia di migranti attraverso il Mediterraneo, in gran parte nei porti italiani. Molte di quelle navi sono di proprietà o affittate da organizzazioni internazionali. Secondo report confidenziali visti dal Financial Times, l’Agenzia europea per il controllo delle frontiere, Frontex, sospetta la cooperazione tra le associazioni umanitarie e i trafficanti di esseri umani, nel Nord Africa.

I report fanno pensare che i migranti ricevano “indicazioni chiare” dai trafficanti di esseri umani, prima della partenza nella direzione precisa da seguire per raggiungere una nave umanitaria che li imbarcherà automaticamente e li consegnerà sulla terraferma europea, invece che restituirli alla Libia.

Qualunque sia la verità, scrive la Reid, la saldezza dell’Unione europea sta avvertendo un forte strappo e ciò a causa del rifiuto di alcuni Stati membri di accogliere delle “quote” di migranti, nonostante la minaccia di un’azione legale da parte di Bruxelles.

In Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria, i ministri si sono espressi contro l’arrivo della massa migratoria in Europa. Il primo ministro slovacco, Robert Fico, ha recentemente affermato che la migrazione di massa e il multiculturalismo che ne deriverebbero, cambierebbero l’essenza del Paese contro la sua volontà e quella della popolazione.

“Non aiuteremo in questa follia, seguendo il concetto che accetteremo tutti, che siano migranti per motivi economici o meno. Dobbiamo cominciare a dire la verità sulla migrazione”, ha ribadito Fico. “Non voglio una comunità musulmana in Slovacchia, decine di migliaia di persone che gradualmente iniziano a promuovere la loro ideologia. Non desideriamo cambiare le tradizioni di questo Paese, costruite su secoli di tradizione cristiana”.

Nonostante i centri italiani di d’accoglienza migranti siano quasi pieni, i soldati austriaci che proteggono i confini e diverse nazioni che rifiutano di prendere anche una sola persona, sembra che i disperati appelli di Bruxelles affinché tutti facciano la loro parte, stiano cadendo nel vuoto.

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