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Migranti sfondano confine Grecia-Macedonia. Sgombero Calais

CALAIS (FRANCIA) – Migranti, tensione al confine tra Macedonia e Grecia la mattina di lunedì 29 febbraio: alcune decine di profughi hanno sfondato un tratto della barriera di confine che divide i due Paesi. La polizia ha reagito sparando contro di loro gas lacrimogeni. Nelle stesse ore in Francia, a Calais, è iniziato lo sgombero della cosiddetta “Giungla”, la tendopoli che accoglie i migranti che attendono di lasciare la Francia per il Regno Unito.

La massima tensione si è registrata al confine tra Macedonia e Grecia, dove decine di migranti armati di pali hanno cercato di abbattere la rete confine tra i due Paesi per entrare in Macedonia, via verso l’Europa. Alcuni di loro sono riusciti a sfondare un tratto della barriera. La polizia macedone ha reagito sparando contro di loro gas lacrimogeni.

SGOMBERO CALAIS – Nel frattempo in Francia, a Calais, circa 200 agenti a bordo di 55 auto hanno ordinato ai migranti di lasciare volontariamente la parte sud del campo o saranno o costretti all’uso della forza.

Giovedì scorso, il tribunale amministrativo di Lille aveva dato il proprio via libera all’ordinanza della polizia per l’evacuazione della parte sud della “Jungle” di Calais. Il governo di Francois Hollande ha assicurato che a tutti i migranti mandati via verrà proposta un’alternativa tra container riscaldati e centri d’accoglienza, ma le Organizzazioni non governative che operano sul posto ritengono che i posti letto non siano sufficienti. Secondo le associazioni, sono oltre 3.400 i rifugiati e richiedenti asilo che devono lasciare la parte sud del campo, circa un migliaio secondo la prefettura.

MERKEL: “GRECIA NON PUO’ SPROFONDARE NEL CAOS” – Sulla crisi dei migranti in Grecia, dopo la decisine di Austria e Paesi balcanici di introdurre misure che di fatto bloccano i profughi nel Paese ellenico, è intervenuta la cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha sottolineato che l’Europa non può permettere che la Grecia sprofondi nel “caos”. La cancelliera ha ricordato che “tutti vogliono mantenere Schengen” e che tutti vogliono tenere la Grecia nell’eurozona, come hanno dimostrato durante la crisi economica del Paese. Merkel ha anche difeso la decisione di aprire le frontiere tedesche ai migranti e si è detta contraria al tetto limite dei profughi da accogliere.

GENITOLONI: “GRECIA NON PUO’ FARE TUTTO DA SOLA” – Stessi toni dal ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, che ha stigmatizzato la decisione dell’Austria di chiudere i confini e ha detto, senza giri di parole: “La Grecia non può fare tutto da sola, la geografia non può essere il fattore decisivo, per questo serve un cambiamento delle regole di Dublino: i Paesi di arrivo possono registrare i profughi, ma tutto il resto deve essere gestito a livello europeo. Intervistato dal quotidiano tedesco Handelsblatt, il ministro ha detto:

“Naturalmente Atene deve fare il possibile per registrare i profughi, ma la dimostrazione lì è l’esempio lampante che le attuali regole di Dublino debbano essere cambiate. I Paesi di arrivo possono assumere il compito della registrazione, ma tutto il resto, dalla sorveglianza dei confini esterni, il contrasto del traffico umano, l’accoglienza dei profughi, fino alle espulsioni di chi non ha diritto deve essere assunto a livello europeo”.

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