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Migranti, un altro naufragio. Superstiti: “400 dispersi”

ROMA – Quattrocento morti, forse anche di più. Un numero da record quello delle vittime di un altro naufragio, il quarto in una settimana, che si è verificato giovedì (26 maggio) nel Canale di Sicilia. I dettagli sono terrificanti. Erano almeno in quaranta i bambini su quel barcone affondato nel giro di un’ora giovedì sotto gli occhi delle centinaia di migranti ammassati sull’imbarcazione gemella che, con una fune, trainava nel Canale di Sicilia l’altra che aveva cominciato a imbarcare acqua inabissandosi velocemente.

La tragedia ha coinvolto due barconi con mille persone a bordo. Uno trainava quello poi affondato. Una donna decapitata dalla cima tagliata dagli scafisti. E proprio uno degli scafisti è stato fermato nella notte tra sabato e domenica 29 maggio dalla polizia.

Particolarmente drammatiche le circostanze della tragedia ricostruite dagli investigatori delle squadre mobili di Agrigento e Ragusa che in queste ore stanno interrogando i superstiti. Due grandi pescherecci con circa 500 persone a bordo ognuno erano partiti dalle coste libiche, il secondo trainato dal primo con una lunga cima. Dopo poche miglia di navigazione il barcone trainato ha cominciato ad imbarcare acqua. A quel punto, presi dal panico, i migranti che stavano sull’imbarcazione che stava per affondare hanno cominciato, schiacciandosi uno con l’altro, a provare a passare sulla prima barca aggrappandosi alla fune. A decine sono finiti in mare annegando. Poi gli scafisti della prima imbarcazione hanno tagliato la cima lasciando al loro destino i profughi a bordo della seconda barca che è affondata in pochi minuti. Tragica la fine di una donna, quasi decapitata dalla cima che l’ha strangolata con una sorta di effetto frusta. Il suo corpo orrendamente mutilato è già arrivato a Porto Empedocle insieme ad alcune centinaia dei superstiti nel frattempo soccorsi da una delle nabi inviate sul posto dalla sala operativa.

REGGIO CALABRIA – E’ arrivata nel porto di Reggio Calabria la nave militare “Vega” con a bordo 629 migranti e 45 corpi recuperati in mare dopo l’ennesimo naufragio avvenuto al largo della Libia. I cadaveri raccolti in mare appartengono a 36 donne, sei uomini e tre minori con età che vanno da sei mesi a due anni. Tra i sopravvissuti ci sono 419 uomini, 138 donne e 72 minori di varia nazionalità (Pakistan, Libia, Senegal Eritrea, Nigeria, Siria, Marocco e Somalia). Dei migranti arrivati in Calabria, 155 provengono dal barcone che si è rovesciato al largo delle coste della Libia.