Cronaca Europa

Migranti Ventimiglia: fallito sgombero greto del fiume, 400 profughi in fuga sulle montagne

Migranti Ventimiglia: fallito sgombero greto del fiume, 400 profughi in fuga sulle montagne

Migranti Ventimiglia: fallito sgombero greto del fiume, 400 profughi in fuga sulle montagne

ROMA – Migranti Ventimiglia: fallito sgombero greto del fiume, 400 profughi in fuga sulle montagne. Tensione nei pressi di Ventimiglia all’alba tra migranti e polizia che ha cercato di fermare il gruppo dei 400 profughi in procinto di abbandonare l’accampamento sul greto del fiume Roja. Accampamento di fortuna e a rischio igienico-sanitario.

La decisione di mettersi in marcia ha anticipato all’ordinanza firmata dal sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano, che aveva predisposto per stamani la pulizia del greto del fiume Roja.

La polizia ha usato lacrimogeni per disperdere il gruppo di persone che si è diviso e, mentre una parte si è diretto a Olivetta San Michele, l’ultimo comune su territorio italiano, un altro gruppo si è diretto lungo il rio Bevera fino alla stazione di Torri. Da qui potrebbero raggiungere Olivetta oppure il passo di Granmondo, che li porterebbe subito oltre confine.

I circa quattrocento migranti accampati sulle sponde del torrente Roja, all’altezza di via Tenda, hanno cominciato a lasciare la zona questa notte e si sono diretti verso il colle di Tenda, camminando nel greto del fiume per oltre cinque chilometri verso la Francia. A guidare il gruppo di migranti sono stati alcuni giovani tedeschi.

Una volta raggiunta la frazione di Calvo, il gruppo di migranti si è diviso: una cinquantina di loro si è fermata nella vicina frazione di Torri, dove è tutt’ora guardata a vista dalle forze dell’ordine. La maggior parte ha invece proseguito alla volta di Olivetta San Michele, verso il valico di frontiera di Fanghetto.

Della questione di stanno occupando la prefettura e il ministero dell’Interno. Sembra acclarato che nonostante il monitoraggio da parte della popolazione e gli appelli del sindaco di Ventimiglia, la situazione dei giorni scorsi sia stata ampiamente sottovalutata. (La Stampa)

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