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Monaco, Ali Sonboly era razzista di estrema destra: “Io ariano nato stesso giorno di Hitler”

MONACO – Ali Sonboly, il killer di Monaco di Baviera che ha fatto strage di giovanissimi e immigrati nel centro commerciale Olympia, era un razzista con un orientamento di estrema destra. E’ quanto riferisce il Frankfurter Allgemeine Zeitung citando fonti dei servizi di sicurezza.

Ali sentiva come un “onore” l’essere nato il 20 aprile, lo stesso giorno di Adolf Hitler, e si vantava del fatto di essere di “razza ariana” in quanto di origine iraniana. D’altra parte odiava visceralmente i turchi e gli arabi, rispetto ai quali si sentiva “superiore”.

E’ per questo che gli inquirenti stanno valutando l’ipotesi che il giovane killer abbia in verità selezionato le sue vittime, che avevano tutte un background di immigrazione: tre teenager avevano infatti origini turche e turca era la donna 45enne. Altri tre teenager, un ragazzo e due ragazze, erano albanesi del Kosovo.

Ove questa ipotesi fosse verificata, destituirebbe di fondamento quella secondo cui il giovane avrebbe agito in uno stato di malattia mentale ed in reazione al bullismo subito dai coetanei. La circostanza sarebbe legata anche al fatto che solitamente il McDonald’s dove è iniziata la strage è frequentato da ragazzi immigrati.

Dietro la strage di Monaco in ogni caso non ci sarebbe alcuna “motivazione politica o spinta dall’estero”. Le autorità hanno confermato che nel pc di Ali Somboly è stato trovata una copia del manifesto diffuso da Anders Breivik prima della strage di Utoya e Oslo. E venerdì 22 luglio era il giorno del quinto anniversario della strage sull’isola norvegese.

Non solo: il killer ha scritto lui stesso un “manifesto”, una specie di testamento e ha usato a Monaco la stessa pistola utilizzata da Breivik, una Glock 17 calibro 9. Se la sarebbe procurata in nero sul web, senza dover fornire alcuna informazione sulla sua identità.

La pistola, hanno spiegato investigatori ad un quotidiano bavarese, era un’arma “ricondizionata” nel 2014 ed arrivava dalla Slovacchia. Sulla scena del delitto la polizia scientifica ha trovato 58 bossoli esplosi: tutti tranne uno provengono dall’arma dell’assassino. E che Ali Somboly fosse ossessionato da questa tipologia di delitti lo proverebbe anche una sua visita a Winnenden, nei pressi di Stoccarda, dove nel 2009 uno studente 17enne uccise 15 persone in una scuola. Nel pc del ragazzo sono anche state trovate foto del posto.