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Monaco attentato, Ali Sonboly programmava strage da un anno

MONACO DI BAVIERA – Ali Sonboly, l’attentatore di Monaco, non ha scelto “specificamente” le sue vittime e nessuna delle persone alle quali ha sparato era nella sua stessa classe, un liceo tecnico. Lo ha detto il procuratore capo di Monaco, Thomas Steinkraus – Koch. Secondo gli inquirenti è “solo un caso” il fatto che diverse persone con background da immigrati siano tra le vittime.

La circostanza sarebbe legata al fatto che solitamente il McDonald’s dove è iniziata la strage è frequentato da ragazzi immigrati. Tuttavia, ha aggiunto, Ali Sonboly programmava la strage dalla scorsa estate. Il procuratore ha sottolineato che “nessuna informazione verrà negata alla stampa sul caso”.

Le vittime, ha specificato ancora Steinkraus – Koch erano prevalentemente di origine straniera e non tedesca. Solo due erano tedesche. Altre due erano turchi con passaporto tedesco, un ungherese, un turco, un greco, un kosovaro ed uno era un apolide. Trentacinque sono i feriti della strage. Una decina versano in gravi condizioni.

Dietro la strage di Monaco, ha puntualizzato la polizia criminale di Monaco, “non c’è nessuna motivazione politica o spinta dall’estero”. Le autorità hanno confermato che nel pc di Ali Somboly è stato trovata una copia del manifesto diffuso da Anders Breivik prima della strage di Utoya e Oslo. E venerdì 22 luglio era il giorno del quinto anniversario della strage sull’isola norvegese.

Non solo: il killer ha scritto lui stesso un “manifesto”, una specie di testamento e ha usato a Monaco la stessa pistola utilizzata da Breivik, una Glock 17 calibro 9. Se la sarebbe procurata in nero sul web, senza dover fornire alcuna informazione sulla sua identità.

La pistola, hanno spiegato investigatori ad un quotidiano bavarese, era un’arma “ricondizionata” nel 2014 ed arrivava dalla Slovacchia. Sulla scena del delitto la polizia scientifica ha trovato 58 bossoli esplosi: tutti tranne uno provengono dall’arma dell’assassino. E che Ali Somboly fosse ossessionato da questa tipologia di delitti lo proverebbe anche una sua visita a Winnenden, nei pressi di Stoccarda, dove nel 2009 uno studente 17enne uccise 15 persone in una scuola. Nel pc del ragazzo sono anche state trovate foto del posto.

La polizia ha anche confermato che il ragazzo era in cura per malattie psichiatriche. Nel 2012 era stato oggetto di bullismo da parte dei suoi compagni di classe e nel 2015 era stato ricoverato in una struttura sanitaria per problemi di sociopatia e difficoltà relazionali. Nell’appartamento dove il diciottenne viveva con la famiglia sono state trovate ricette e diagnosi di trattamenti sanitari psichiatrici legati a crisi di ansia e disordini psichiatrici. Secondo le autorità bavaresi, era stato curato in ospedale e a casa con apposite terapie. Nell’appartamento sono stati trovati psicofarmaci, ma non si sa se li stesse assumendo.

La polizia di Monaco ha rivolto un appello alla stampa a rinunciare ad interviste e riprese di amici e compagni di classe del killer e delle sue vittime. “Domani sarà una giornata difficile per parenti, compagni di scuola ed insegnanti. Nel segno della solidarietà, della responsabilità e del sostegno dei nostri bambini invito i rappresentanti dei media a rinunciare a riprese ed interviste nei pressi delle scuole”, ha scritto il presidente della polizia di Monaco Hubertus Andrae su Facebook.