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Monaco, è Ali Sonboly autore strage. Polizia: “Nessun legame con Isis”

MONACO DI BAVIERA – Dieci morti e 27 feriti, dieci dei quali in modo grave, nella strage compiuta ieri pomeriggio, 22 luglio, a Monaco di Baviera tra un ristorante McDonald’s e un affollato centro commerciale a nord della città. A sparare, ha annunciato in nottata dalla polizia, è stato un ragazzo di 18 anni, nato e cresciuto in Baviera, ma di origini iraniane. Secondo alcuni media britannici il giovane è stato identificato come Ali Sonboly. Il padre del ragazzo è un tassista e la madre lavora nella catena di grandi magazzini Karstadt. Dei numerosi feriti, solo 4 sono stati raggiunti da colpi di pistola.

Ha ucciso 9 persone e poi si è sparato. La polizia non lo conosceva e ora sa quasi tutto di lui, tranne le ragioni che lo hanno spinto a commettere il massacro. Per questo, per ora, le ipotesi sono tutte sul tavolo: dal terrorismo alla follia. Una giornata di lutto nazionale è stata proclamata per oggi 23 luglio in Baviera, in memoria delle vittime dell’attentato di Monaco.

Il killer aveva una “doppia cittadinanza” e non era un profugo: ha usato una pistola Glock 9mm con la matricola abrasa, ed aveva circa 300 proiettili nello zaino. Nessun esplosivo è stato rinvenuto nel suo zaino. Non c’è nessun elemento che indichi una matrice islamica dell’attacco o “parallelismo” con l’attacco con ascia sul treno a Wuerzburg. Resta sconosciuto il movente. 

Interrogato il padre del killer. Il diciottenne autore della strage di Monaco viveva con i genitori nella periferia della città, a Maxvorstadt. Il giornale Bild ha scritto che andava a scuola nei pressi di casa e cita un suo vicino che lo aveva visto anche ieri: “Abitava vicino a me, lo conoscevo – ha detto il ragazzo – , un mio amico era suo compagno di classe e diceva che era un tipo tranquillo”. Il padre del killer stato portato in caserma dalla polizia per essere interrogato e per verificare una circostanza legata ad alcune frasi urlate dal giovane mentre si trovava sul tetto del centro commerciale: parlando a distanza con un uomo che lo insultava da una finestra, il killer avrebbe detto tra l’altro: “Sono sotto trattamento”.

La polizia bavarese, nel corso di una conferenza stampa, ha detto che l’attentatore “era uno studente che viveva in un appartamento di una stanza che è stato perquisito. Nessun rapporto con l’Isis“. Il ragazzo, sostengono gli investigatori, ha agito solo, non aveva complici, e a casa sua non è stato trovato materiale legato allo Stato islamico, ma solo documentazione su stragi del passato: il capo della polizia di Monaco ha anche precistao che “non c’è alcun legame” tra la strage e il tema dei profughi. Quindi si propende per l’ipotesi di un gesto di “un forsennato”.

Nessun un ‘parallelismo’ neanche con il recente attacco a colpi di ascia e coltello sul treno a Wuerzburg. Sulle frasi urlate durante l’attacco, le dichiarazioni dei testimoni sono contrastanti e non chiariscono il movente. Secondo alcuni avrebbe rivendicato il suo essere tedesco e insultato gli immigrati; una donna ha riferito alla Cnn che il killer, prima di sparare su bambini seduti al tavolo, avrebbe gridato Allah Akbar. Anche secondo le prime valutazioni dei servizi tedeschi, al momento non pare ci siano legami fra l’attentatore di Monaco e lo Stato islamico né altri gruppi militanti,, riferiscono funzionari dell’intelligence Usa coperti dall’anonimato.

Oltre ad uno che lo ritrae mentre spara davanti al fast food, un video getta una qualche luce sullo sparatore: una persona, da un palazzo adiacente al centro commerciale, lo insulta chiamandolo con l’equivalente tedesco di “stronzo”. Lo scambio fra i due avviene in dialetto bavarese. L’attentatore dice “sono tedesco, nato in Germania, in un quartiere povero e abitato da percettori di sussidio pubblico”.

La polizia non ha diffuso informazioni sulle vittime. Ma, stando alle informazioni fornite dalla tv pubblica bavarese BR, quasi tutte le vittime della sparatoria sono giovani. Il killer avrebbe ucciso due ragazzine e sei giovani in età compresa tra 15 e 21 anni e una signora di 45. La tv non cita fonti di polizia.

Perquisita la casa del killer. La polizia ha perquisito la casa dove il killer abitava con i genitori e gli agenti sono usciti dall’appartamento con delle scatole che contengono presumibilmente elementi sequestrati e considerati utili alle indagini. Lo riferisce il sito web del settimanale tedesco Stern. L’appartamento si trova in un edificio a più piani nel quartiere Maxvorstadt.

La polizia tedesca sta indagando su un post pubblicato su Facebook che potrebbe essere legato alla strage di Monaco di Baviera, in cui si annunciavano menu gratis nel McDonald dove è iniziato il massacro e nello stesso orario dell’attacco. Lo riporta il Daily Mail citando il capo della polizia. Un annuncio che potrebbe essere stato fatto per attirare un numero maggiore di clienti nel fast food. Secondo gli investigatori, il giovane potrebbe aver utilizzato il profilo di una ragazza, Selina Akim. Alcuni media riportano uno screens del post, in cui si legge: “Venite oggi alle 17 al Meggi (McDonald’s ndr.) all’Oez. Vi offro qualcosa se volete, ma non troppo caro”. Non è confermato nessun legame fra questo post e la sparatoria.

 

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(Di seguito Foto Ansa)

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  • Monaco di Baviera: spari in centro commerciale, "Sei morti"
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