Blitz quotidiano
powered by aruba

“Monaco: legame con strage Breivik”. Lo dice la polizia

MONACO – “E’ evidente il legame” dell’eccidio di Monaco con la strage compiuta da Anders Breivik a Utoya 5 anni fa (69 morti) “di cui ieri cadeva il quinto anniversario“: lo ha detto il capo della polizia di Monaco Hubertus Andrae.

Per Andrae sono molti gli elementi di collegamento con il massacro di Utoya “la data, il fatto che le vittime fossero per lo più giovani, e la valenza di Breivik per chi si occupa così approfonditamente di stragi”.

A sparare è stato un ragazzo di 18 anni, nato e cresciuto in Baviera, ma di origini iraniane: Ali Sonboly. Il padre del ragazzo è un tassista e la madre lavora nella catena di grandi magazzini Karstadt. Dei numerosi feriti, solo 4 sono stati raggiunti da colpi di pistola. Ha ucciso 9 persone e poi si è sparato. La polizia non lo conosceva e ora sa quasi tutto di lui, tranne le ragioni che lo hanno spinto a commettere il massacro. Per questo, per ora, le ipotesi sono tutte sul tavolo: dal terrorismo alla follia. Una giornata di lutto nazionale è stata proclamata per oggi 23 luglio in Baviera, in memoria delle vittime dell’attentato di Monaco. Il killer aveva una “doppia cittadinanza” e non era un profugo: ha usato una pistola Glock 9mm con la matricola abrasa, ed aveva circa 300 proiettili nello zaino. Nessun esplosivo è stato rinvenuto nel suo zaino. Non c’è nessun elemento che indichi una matrice islamica dell’attacco o “parallelismo” con l’attacco con ascia sul treno a Wuerzburg.