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Monte Athos, dove le donne sono bandite da oltre 1000 anni

ATENE – E’ sicuramente uno dei siti più interessanti della Grecia: volendo visitare il Monte Athos, la prima cosa da fare e inviare una copia del proprio passaporto all’ente per il pellegrinaggio. Ogni giorno in uno dei venti monasteri dell’isola sono ammessi solo 100 pellegrini ortodossi e 10 non ortodossi. Alle donne, invece, non viene rilasciato alcun permesso: sul Monte Athos infatti sono bandite da più di 1000 anni e devono restare ad almeno 500 metri dalla costa.

Secondo il dottor Graham Speake, autore del libro “Monte Athos: il rinnovamento del Paradiso” uno statuto del X secolo afferma che erano esclusi gli animali di femminile, ma non dice nulla sulle donne perché “sapevano tutti che non erano ammesse nei monasteri per solo uomini”.

Speake racconta che questo era il modo migliore per assicurarsi il celibato. Ciò che rende Athos differente dagli altri monasteri, afferma, è che l’intera penisola “è vista come come un enorme monastero”.

Ma c’è anche un’altra ragione circa il divieto di ingresso alle donne ed è collegata alla tradizione ortodossa.

“Una delle tradizioni è che la Vergine Maria venne portata fuori rotta mentre cercava di arrivare a Cipro, ed atterrò invece sul Monte Athos. Le piacque così tanto che pregò il Figlio affinché l’isola diventasse di sua proprietà”, dice Speake. “Ad oggi viene ancora chiamato il Giardino della Madre di Dio, in onore della sua gloria”.

La ferrea regola si applica alle donne e animali domestici, ma non ai gatti. “E’ una cosa buona che ci siano dei gatti, perché cacciano via i topi. I monaci chiudono un occhio sul fatto che ci siano anche gatte femmine”. Prodotti come formaggio e uova devono essere importati da fuori, perché sul Monte Athos non ci sono galline e mucche. Unica eccezione sono gli animali selvaggi, quasi impossibili da controllare.

Per i bambini, con il tempo le regole sono diventate più flessibili. “La regola è, ed è sempre stata, che gli uomini diretti ad Athos dovevano farsi crescere la barba”. Nel periodo bizantino non erano ammessi eunuchi e bambini, nel timore che una donna potesse travestirsi ed entrare di nascosto. Nonostante il divieto, comunque, diverse donne hanno visitato l’isola. Durante la Guerra Civile Greca, tra il 1946 e il 1949, donne e ragazze entrarono ad Athos alla ricerca di animali.

Nel 1953, la visita di 3 giorni di Maria Poimenidou, vestita da uomo, portò la Grecia a emanare una legge che proibisse l’ingresso alle donne, con un periodo di detenzione fino a 12 mesi.

Più recentemente, nel maggio 2008, quattro donne moldave vennero lasciate sulla costa da alcuni trafficanti Ucraini ma furono presto “perdonate” dai monaci.


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