Blitz quotidiano
powered by aruba

Mostro di Marcinelle (Dutroux) sognava città di bimbi rapiti

ROMA – Mostro di Marcinelle (Dutroux) sognava città di bimbi rapiti. Marc Dutroux voleva creare una città sotterranea di bambini rapiti: lo rivela in un’intervista al Soir Mag Julien Pierre, l’ex avvocato del mostro di Marcinelle. Un serial killer con ambizioni da Barbablu. Dutroux – racconta il legale – una volta gli aveva detto: “Ti rendi conto che nessuno mi ha mai chiesto perché ho scelto quella casa in quella zona?”.

“In questa regione ci sono molte gallerie e miniere” aveva aggiunto, prima di dire che la sua idea era “di commettere numerosi rapimenti di minori e creare in quelle gallerie delle miniere, una sorta di colonia sotterranea in cui avrebbero regnato il bene, l’armonia e la sicurezza”. “E’ stato impressionante sentire Dutroux raccontare queste cose – spiega l’avvocato -. Mi creda, oggi so davvero che cosa sia uno psicopatico, probabilmente meglio di molti psichiatri”.

Nel corso di una decina di anni (dal 1985 al 1996) ha sequestrato e torturato 6 ragazze dagli 8 ai 19 anni, abusando di tutte loro. Solo due delle sue vittime, Sabine Dardenne e Laetitia Delhez, di 12 e 14 anni, riuscirono a sopravvivere alle sevizie. (Wikipedia)

Si allontana possibilità libertà vigilata. Marc Dutroux resta in carcere, e difficilmente il ‘mostro di Marcinelle‘ riuscirà mai a conquistare la liberta condizionata. La Corte costituzionale belga oggi ha infatti confermato la legittimità della legge dal 17 marzo 2013 che aumenta da tre a cinque i giudici che devono deliberare all’unanimità sulle istanze di libertà condizionata per i condannati a 30 o più anni di prigione.

Secondo la Corte costituzionale, la legge è in linea tanto con la Costituzione belga quanto con la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo. La Corte era stata adita da Tribunale dell’esecuzione delle pene (Tap) di Bruxelles, presso la quale il difensore dell’assassino , Pierre Deutsch, lo scorso anno aveva avviato la procedura di richiesta per la libertà condizionata di Dutroux contestando la nuova legge.

Oggi la Corte costituzionale ha affermato che la disparità nel trattamento di diverse categorie di prigionieri “non è discriminatoria” ma “una misura pertinente riguardo l’obbiettivo del legislatore, che consiste nel proteggere la società dai delinquenti più pericolosi”.