Blitz quotidiano
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Nina Adamowicz chiede al medico di staccare pacemaker. Eutanasia in Gb

LONDRA – Nell’ottobre 2015 una donna gravemente malata di cuore chiese al proprio medico di spegnere il pacemaker. Nina Adamowicz, polacca residente in Inghilterra, nel 1996 fu operata per l’inserimento di un pacemaker; per dieci anni riuscì a vivere serenamente fino a quando venne colpita da un altro infarto, che diminuì di parecchio le prestazioni del cuore.

La donna nel 2015 rilasciò un’intervista alla BBC, dichiarando la volontà di porre fine alla propria vita: “Credo di avere il diritto di decidere se il mio pacemaker debba essere acceso o meno”; ha poi aggiunto “Non si tratta di dire “voglio morire”, perché sto effettivamente morendo, ma voglio vedere cosa c’è dopo la vita”.

Il medico che le ha praticato l’eutanasia, insieme all’equipe dell’ospedale, hanno deciso di spegnerle l’apparecchio dopo una serie di esami e test psicologici. In Inghilterra, a seconda delle circostanze, praticare l’eutanasia è considerato un omicidio e potrebbe essere punita con l’ergastolo mentre il suicidio assistito, invece, è punibile fino a 14 anni di prigione.