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Nizza: cosa è successo. Come un tunisino in camion ha fatto 84 morti e 202 feriti

NIZZA – Cosa è successo a Nizza? Quale è stata la dinamica dell’attentato che ha causato 84 morti (di cui 10 bambini) e 202 feriti (dei quali 52 in fin di vita)?

Promenade des Anglais, Nizza, 14 luglio 2016. Non sono ancora le 22.30 quando un tir bianco di 15 metri guidato da un tunisino di 31 anni, Mohamed Lahouaiej Bouhlel, si avvicina in quella parte di lungomare chiusa al traffico dove la folla sta aspettando di vedere i fuochi d’artificio per la festa del 14 luglio, anniversario della presa della Bastiglia avvenuta il 14 luglio 1789, data chiave della Rivoluzione francese.

Sono appena finiti, senza attentati terroristici, gli Europei di Francia. Ma gli apparati di sicurezza francesi, in allerta massima dal gennaio del 2015, dalla strage nella redazione di Charlie Hebdo, non hanno tirato un sospiro di sollievo: la festa nazionale del 14 luglio è infatti un giorno in cui il terrorismo di matrice fondamentalista islamica potrebbe colpire. Dovunque.

Lo fa a Nizza. Con una scheggia impazzita: un tunisino di 31 anni, Mohamed Lahouaiej Bouhlel, autista in una ditta di spedizioni, il cui nome è noto alla polizia per piccoli reati ma non è inserito negli elenchi dei servizi anti-terrorismo che tengono d’occhio gli integralisti islamici. A bordo del tir, noleggiato lunedì 11 luglio in una cittadina vicino a Nizza, si è portato molte armi, fucili e granate, anche se alcune di queste armi sono “fittizi”: non sono utilizzabili se non per creare terrore.

Mezz’ora prima: Nice Matin ha raccolto la testimonianza di una donna, Laicia Baroi, che stava andando in auto ai fuochi d’artificio con il compagno, un po’ in ritardo rispetto all’inizio dello spettacolo pirotecnico. Scendendo avenue de Fabron, si fermano all’incrocio con Avenue de la Californie. Accanto a loro passa un camion bianco. «Era il camion del terrorista, ne sono certa, è quello delle immagini. È passato vicino a noi verso le 22. Guidava in maniera strana. Accelerava, frenava, ri-accelerava, ri-frenava».

La beffa dei gelati. Mohamed ha beffato i servizi di sicurezza raccontando al posto di blocco che stava portando dei gelati. Così lo hanno fatto passare.

L’eroe in scooter. Quando, poco prima delle 22.30, il camion bianco entra nella parte della Promenade des Anglais chiusa al traffico, viene affiancato dallo scooter di un motociclista, che vuole fermare quel tir. In un filmato si vede lo scooter che prova a tagliare la strada e ad aprire la portiera del camion bianco, che ancora non ha preso velocità. Ma la corsa dello scooter si ferma e il suo guidatore cade a terra: è stato colpito e ucciso dai proiettili del terrorista tunisino.

Ora il camion non ha più ostacoli. Prende velocità. Arriva a 80 km all’ora, che moltiplicati per le 14 tonnellate del peso del tir rendono il mezzo una macchina perfetta per compiere una strage.

La tecnica dell’auto o del camion sulla folla è stata più volte evocata in passato dai vertici dello Stato islamico come un modo per colpire gli occidentali, in particolare in Francia, considerato il nemico principale del Califfato.

Il camion bianco percorre quasi due chilometri investendo tutte le persone che riesce a mettere sotto: “Come birilli”, dicono i testimoni. Corre a zig-zag e quello che non riesce a fare con il tir lo fa con i colpi di fucile (o di pistola) che vengono esplosi contro la folla.

Le persone che non muoiono per l’impatto con il camion o per i proiettili rischiano di morire per la calca che si forma nei locali sul lungomare, dove in centinaia, in migliaia, si riversano presi dal panico, tentando di sfuggire al tir assassino.

Tir che viene crivellato di colpi dalle forze dell’ordine, che riescono solo dopo due chilometri, 84 morti e oltre 200 feriti, a fermare quel camion bianco di 15 metri che ha reso tragicamente indimenticabile questa notte del 14 luglio a Nizza. È stata una poliziotta a uccidere l’attentatore.

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