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Nizza, Mohamed Bouhlel a petto nudo: palestra, botte, alcolici FOTO

NIZZA – Lo sguardo in macchina e il sorriso. I pettorali definiti, un costume vistoso. Eccolo qua Mohamed Bouhlel, il killer che ha compiuto la strage di Nizza, soltanto qualche mese prima dell’attentato. La polizia francese si dice sicura del collegamento dell’uomo con l’Isis. E per sostenere la tesi gli inquirenti francesi parlano di una “radicalizzazione rapida”. Perché solo qualche mese prima della strage, come testimonia non solo questa foto, Mohamed Bouhlel era tutt’altro che un fanatico islamico. Anzi.

Mohamed Bouhlel era un fanatico del fitness, della palestra e del kickboxing. D’accordo: sono elementi che di per se non eslcudono un legame con il terrorismo. Ma c’è dell’altro. La biografia del killer racconta di un uomo che è tutt’altro che un “soldato della fede”. Mohamed Bouhlel era un violento: picchiava la moglie da cui stava divorziando, era dipendente da sostanze stupefacenti. Era disturbato e per un lungo periodo ha assunto psicofarmaci.

Non solo: assicurano i suoi familiari che Bouhlel beveva alcolici, mangiava maiale, non andava mai in moschea. Insomma la religione non era di certo in cima ai suoi pensieri. Ha precedenti per piccola criminalità: una rissa. Lavorava come addetto alle consegne ma quel lavoro lo aveva perso dopo che, addormentatosi al volante, aveva causato un grave incidente.

Quello di Mohamed Bouhlel insomma non è l’identikit di un miliziano. Possibile che si sia radicalizzato all’improvviso. Ancora più probabile, come scritto per BlitzQuotidiano da Antonio Buttazzo,  che sia il simbolo di quella che purtroppo potrebbe essere una nuova strategia Isis: reclutare non tanto credenti addestrati quanto poveri disperati.

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