Blitz quotidiano
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Nizza, Mohamed Lahouaiej Bouhlel “soldato Isis”. La prova: una telefonata

NIZZA – Gli investigatori francesi sembrano avere pochi dubbi: l’uomo del tir, Mohamed Lahouaiej Bouhlel, l’assassino che a Nizza ha ucciso oltre 80 persone, ha in qualche modo agito per conto dell’Isis. Una “radicalizzazione repentina”, spiega il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve riportando alla stampa le prime conclusioni dell’antiterrorismo locale. Non il classico kamikaze Isis visto che come ha raccontato la stampa di mezzo mondo il killer non frequentava moschee, beveva, mangiava persino maiale. Ma un disadattato con episodi di piccola criminalità, un emarginato e una persona con disturbi che i terroristi avrebbero saputo reclutare in un momento di particolare disagio.

Non a caso, riporta Cazeneuve, subito prima di partire per la sua missione di morte, Lahouaiej avrebbe fatto una telefonata molto significativa. Scrive su Repubblica Carlo Bonini:

La “repentina radicalizzazione”, o “suicidio assistito”, se si preferisce, spiegherebbero il “format” scelto per la strage (l’uso di un camion richiama routine stragiste proprie del Califatto), la sua pianificazione (a cominciare dalla scelta simbolica della data, del luogo, e della ricerca dell’eccidio di massa), il curioso arsenale che Mohamed ha deciso di portare con sé nella sua ultima corsa (una pistola calibro 7.65, e le repliche di un’automatica, di un fucile e di un kalashnikov, oltre a una granata disinnescata) e i contatti estratti dalla rubrica del suo telefono cellulare. Uno su tutti, a quanto pare. Un uomo con cui Mohamed avrebbe scambiato la sua ultima telefonata da vivo giovedì notte, prima di lanciare il suo camion sugli innocenti che affollavano la Promenade des Anglais. Un uomo legato a Omar Diaby, jihadista di spicco di Nizza, anche se nell’orbita dei qaedisti del fronte Al Nusra, i principali concorrenti dello Stato Islamico al mercato dell’orrore. Del resto, le stesse fonti di polizia francese, sia pure genericamente e senza rivelarne né l’identità, né il profilo, aggiungono che proprio i tre nuovi fermati nella mattinata di ieri, tutti appartenenti alla cerchia che Mohamed aveva frequentato negli ultimi tempi nella periferia est della città, dove si era trasferito, avrebbero confermato la sua repentina e recente fascinazione per la “narrazione” islamista che, in ogni banlieue di Francia, fa da detonatore della disperazione sociale e, insieme, da calamita della piccola criminalità.

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  • Attentato Nizza, è stata una poliziotta a uccidere il killer
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