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Nizza. Psichiatra, l’attentatore soffriva di un principio di psicosi

FRANCIA, PARIGI -L’attentatore di Nizza soffriva di “alterazione della percezione della realtà, quindi di un principio di psicosi”.

Lo ha dichiarato al quotidiano L’Espress il dottor Chemceddine Hamouda, che aveva incontrato Mohamed Lahouiaej Bouhlel nell’agosto del 2004, quando aveva solo 19 anni.

Secondo lo psichiatra l’attentatore aveva sì forti disturbi mentali ma la strage del 14 luglio si inserisce in un processo di “radicalizzazione parallela”.

Non è stata la sua psicosi a provocare l’attentato, è la diagnosi del medico, ma “un indottrinamento, un delirio di radicalizzazione” che ha trovato terreno fertile in una persona già disturbata.

Al loro primo incontro, Bouhlel era stato accompagnato dal padre dopo che aveva avuto problemi a scuola e in famiglia. Il padre, racconta il medico, “non capiva perché il figlio, fino a quel giorno un ragazzo brillante, fosse divenuto all’improvviso violento nei suoi confronti e svogliato a scuola”. Da quel giorno non aveva a più visto l’autore del massacro di Nizza.