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Peggy Knobloch, dopo 16 anni trovato Dna killer neonazista della “Maddie tedesca”

BERLINO – Torna al centro della scena il caso della piccola Peggy Knobloch, la “Madeleine McCann tedesca“, risolto dopo 15 anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 2001. Gli agenti hanno trovato sul suo corpo tracce di Dna di un’assassino neonazistaBeate Zschäpe, la cosiddetta “sposa nazista” tedesca, ha detto ai giudici di voler testimoniare sulla morte brutale di una bambina di nove anni che potrebbe essere stata uccisa dai due suoi amanti.

Esami medico-legali sul materiale genetico della tomba di Peggy Knobloch, nove anni, confermano che sono del gangster Uwe Bönt, assassino neonazista e su di lui convergono due dei più grandi drammi della storia del tedesco. Bönt e l’aiutante Uwe Mundlos si suicidarono nel 2011 quando fallirono un raid in una banca, finalizzato a finanziare la loro cellula National Socialist Undergroung che mirava a far uscire gli immigrati dalla Germania, scrive il Daily Mail.

Beate Zschäpe, 41, è l’unica superstite della gang NSU ed è sotto processo per il suo ruolo dieci anni fa, negli omicidi di dieci imprenditori immigrati e una poliziotta. Entrambi gli uomini deceduti erano amanti della Zschäpe, definita dai media tedeschi come “la sposa nazista”, e dopo il suo arresto sui computer dei due, furono trovati file porn0 e propaganza nazista.

Ora i computer sono riesaminati per cercare di scoprire se ci sono più indizi che potrebbero corroborare la prova del DNA, che collega Bönt alla morte di Peggy Knobloch. Giocattoli di numerosi bambini, tra cui un orsetto, sono stati trovati tra i rottami del loro nascondiglio, che Zschäpe diede alle fiamme dopo che i suoi compagni si suicidarono.

Tra le rovine, la polizia ha anche trovato un gioco da tavolo, il Pogromoly, un mix tra pogrom e monopoli, il vincitore è quello che fa entrare il maggior numero di ebrei nelle camere a gas. Peggy scomparve nel 2001 in Baviera. I suoi resti sono stati trovati nel luglio di quest’anno, in una foresta a circa 153 km da Eisenach, dove nel novembre 2011, si suicidarono Bönt e Mundlos. Polizia e pubblici ministeri affermano che il materiale genetico recuperato è da collegare a Bönt.

La scomparsa di Peggy ha tormentato la mente dei tedeschi più o meno allo stesso modo di quella della piccola inglese Maddie McCann, durante una vacanza con i suoi genitori in Portogallo. Peggy quando scomparve il 7 maggio 2001, fu vista per l’ultima volta a poca distanza della sua casa a Lichtenberg, in Baviera. Per settimane, centinaia di agenti di polizia e soldati, coadiuvati da aerei di sorveglianza Tornado dotati di termocamere a infrarossi, perlustrarono la campagna intorno alla sua abitazione.

Ma quale atroce fine avesse fatto, è stata chiara solo nel mese di luglio, quando una raccoglitrice di funghi, nel bosco è inciampata sui suoi resti, a 16 km di distanza dalla casa della bambina. Gli animali selvatici avevano “disturbato” la sua tomba. Un uomo con problemi mentali, Ulvi Kulac, nel 2044 fu ritenuto colpevoevole dell’omicidio di Peggy e condannato al carcere a vita nel penitenziario di Hof.

Nove anni dopo, le accuse furono dichiarate infondate e liberato nel 2014. La scoperta del DNA di Bönt sui resti di Peggy ha scatenato una tempesta mediatica. Il tabloid Bild ha sottolineato che la città natale di Peggy si trova direttamente tra Zwickau, la base della NSU, e Norimberga, dove nel settembre 2000 il gruppo attuò i primi omicidi.

Il trio dopo aver ucciso parecchi immagrati e migliaia di persone in Germania, temeva per le loro vite e voleva tornare nei paesi d’origine. Bönt era noto per unirsi alla compagnia di ped0fili: uno di loro Tino Brandt, è stato condannato a cinque anni e mezzo per 66 reali seSsuali che coinvolgono minori. Beate Zschäpe, il cui processo si trascina ormai dal 2013 e ancora non se ne vede la fine, attraverso il suo avvocato, Mathias Grasel, ha detto che vuole rispondere alle domande su Peggy. Ciò che sa potrebbe far luce sul collegamento tra la bambina e l’amante gangster.


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