Cronaca Europa

“Per lo Stato sono morta, per le banche no”: da 7 anni cerca di dimostrare che è viva

"Per lo Stato sono morta, per le banche no": da 7 anni cerca di dimostrare che è viva

“Per lo Stato sono morta, per le banche no”: da 7 anni cerca di dimostrare che è viva

MADRID – Juana Escudero Lezcano, 54enne spagnola, da sette anni sta tribolando per dimostrare di esser ancora viva. Per lo Stato infatti è deceduta nel 2010. A darle la notizia è stato un medico del pronto soccorso, dove si era recata per una colica renale.

“L’ha guardata perplesso e infine le ha detto che sul computer risultava morta”, ha raccontato la figlia a El Espanol. L’equivoco è stato presto spiegato. Nel cimitero di Malaga è sepolta una donna i cui dati corrispondono esattamente ai suoi: nome, cognome e data di nascita.

Una storia bizzarra che però non trova una fine. Juana infatti non riesce a contattare i parenti della sua omonima dipartita e la situazione non accenna a risolversi. Non solo, quando hanno contattato il cimitero di Malaga, con lo scopo di esumare il corpo ed effettuare un test del Dna, è stato rivelato loro che nessuno aveva più pagato per occupare il posto e dunque il loculo era stato svuotato e i suoi resti depositati in un ossario.

La battaglia in tribunale non è ancora finita e la donna lotta ancora per riappropriarsi della sua identità. Oltre il danno però anche la beffa: “Per lo Stato sarò anche morta, ma per le banche sono viva e vegeta. Devo pagare con regolarità i miei prestiti, le ipoteche e persino un’assicurazione sulla vita”

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