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Preti su app gay Grindr, Chiesa d’Irlanda vuole limitare uso di internet

DUBLINO – La Chiesa cattolica di Irlanda sta pensando di limitare l’accesso ad internet ai seminaristi dopo lo scandalo dei giovani aspiranti sacerdoti che hanno organizzato incontri gay attraverso la app Grindr. 

A chiedere una revisione delle politiche che riguardano i seminaristi ed in particolare limitazioni all’uso di internet e social media sono gli amministratori del Seminario nazionale Saint Patrick di Maynooth (Irlanda), al centro dello scandalo che quest’estate ha coinvolto alcuni giovani seminaristi.

A lanciare per primo l’allarme era stato l’arcivescovo di Dublino, monsignor Diarmuid Martin, che a fine luglio aveva annunciato di voler ritirare i propri seminaristi dal famoso seminario nazionale di Maynooth per far loro proseguire la formazione al collegio irlandese di Roma.

Una decisione dettata dalle tante lettere anonime e altrettanto anonime segnalazioni che parlavano di un uso, tra i seminaristi, della app Grindr chat per incontri gay. 

Sul caso la Conferenza episcopale irlandese non aveva preso posizione, almeno non ufficialmente. Ma gli amministratori del seminario hanno spiegato in un comunicato di condividere “le preoccupazione per l’atmosfera malsana” che si è creata dopo le denunce anonime e i commenti riportati sui media che “possono essere speculativi e persino maliziosi”, sostengono, e hanno invitato le persone coinvolte a “segnalare problemi specifici in modo appropriato e il prima possibile”.

I responsabili del Collegio di Maynooth hanno chiesto alla Conferenza episcopale irlandese di istituire una  Commissione indipendente di controllo sulla governance dei seminari irlandesi, di introdurre un anno propedeutico per tutti coloro che chiedono di entrare in seminario e di istituire un comitato di esperti secondo le raccomandazioni di papa Francesco, in modo che nei seminari siano presenti laici, famiglie e donne.

 

 


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